Il Governo studia misure anticrisi

26/05/2003



              Sabato 24 Maggio 2003


              Il Governo studia misure anticrisi

              In preparazione un pacchetto di iniziative per rilanciare la spesa delle famiglie e incrementare i flussi turistici


              ROMA – La prossima settimana il testo dovrebbe essere pronto. Al ministero dell’Economia stanno già vagliando una serie di ipotesi e c’è già chi si è messo al lavoro per verificare le coperture finanziarie. Del resto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato esplicito: entro giugno il Governo varerà un decreto con un pacchetto di interventi per stimolare i consumi e per sostenere il turismo. Berlusconi, in tv, non ha aggiunto altri dettagli. Le misure sul tappeto, infatti, sono ancora un ampio ventaglio. Ma l’idea che sta prendendo forma al ministero dell’Economia è quella di ridare fiducia alle famiglie e spingerle a spendere. E quindi c’è l’ipotesi di aiutare le giovani coppie, chi entra nel mercato del lavoro, chi vuole creare una famiglia oppure allargarla, facendo un altro figlio. Aiutare, insomma, i soggetti deboli.
              Gli incentivi alla rottamazione potrebbero riguardare i settori dove si cominciano a vedere segnali di ripresa, accantonando quelli che hanno già ottenuto aiuti nel passato, e cioè lasciando da parte questa volta l’auto (gli eco-incentivi sono scaduti a fine marzo). E che potrebbero avere più risposta proprio da parte delle famiglie: per esempio, il settore del mobile oppure quello degli elettrodomestici (magari anche le carrozzine).
              Un modo per spingere i consumi e contemporaneamente ridare fiducia. L’aiuto, comunque, dicono fonti della Casa della libertà, non punta a sostenere i settori, ma la famiglia e i suoi bisogni. Nel provvedimento, infatti, potrebbe anche rientrare la costituzione di un fondo per agevolare il credito al consumo e finanziare gli sconti sugli acquisti rateizzati. «Bisognerà intervenire sui consumi di ampio respiro che hanno caratteristica di beni durevoli, senza gravare sui conti pubblici», ha detto il sottosegretario Giuseppe Vegas.
              Anche il rilancio del turismo è una carta importante che il Governo vuole giocare. Da alcuni primi dati, emerge che le prenotazioni dall’estero per quest’estate sono calate del 2-3%, e che debole sia soprattutto la Germania. «Mobiliteremo Alitalia, Ferrovie, musei, per invogliare il turismo culturale», ha detto il premier. La nostra compagnia di bandiera si sta già muovendo: c’è allo studio un programma che riguarderà i passeggeri in arrivo dall’estero in uno dei due hub nazionali, Malpensa e Fiumicino (dovrebbe partire entro giugno).
              A questi passeggeri sarà proposto di viaggiare, gratuitamente su alcune tratte nazionali. Sempre per promuovere il traffico nazionale, Alitalia lancerà anche tariffe superscontate per biglietti che si potranno acquistare online, evitando i costi di intermediazione. Obiettivo di Alitalia è ridurre il load factor, cioè far salire il rapporto tra posti offerti e posti occuati sugli aeromobili. Le Ferrovie starebbero studiando un piano di incentivazione del turismo culturale, facilitamdo gli spostamenti all’interno del Paese, con l’offerta di pacchetti week-end a tariffe stracciate (un programma che dovrà avere il via libera dell’Economia, visto che le misure andrebbero ad incidere sull’equilibrio economico di Trenitalia).
              Sempre sul turismo, ci sono in ballo interventi che da tempo sono nel cassetto, sollecitati dagli operatori: per esempio, sgravi fiscali per gli albergatori, o la possibilità di pagare in modo scaglionato gli oneri previdenziali. Per incentivare la visita ai musei, potrebbero essere diffuse in modo sistematico le carte speciali che vengono usate già in alcune città come Venezia.
              Ieri il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, ha affermato che «se si ridarà fiducia alle famiglie e se torneranno a spendere ci saranno benefici per le imprese ma anche per chi nel Governo ha davvero intenzione di fare le riforme». E proprio le riforme, ha aggiunto Billè, vanno fatte immediatamente per rilanciare l’economia.
              Anche la Confesercenti ieri ha sollecitato nel prossimo Dpef i misure per rilanciare i consumi e sostenere le piccole e medie imprese «che rischiano di affogare».

              NICOLETTA PICCHIO