Il governo: sì al dialogo con le parti sociali

23/06/2003


23 Giugno 2003

VERIFICA E NUOVE STIME ECONOMICHE POTREBBERO FAR SLITTARE IL DPEF. OGGI IL DIRETTIVO DELLA CGIL DECIDE SUGLI SCIOPERI
Il governo: sì al dialogo con le parti sociali
Per Baldassarri «richieste condivisibili nel patto di competitività»


Raffaello Masci
ROMA
La stesura del Dpef potrebbe subire un qualche ritardo rispetto ai tempi previsti (prima settimana di luglio). Alcune divergenze nella compagine di governo che attendono la verifica di venerdì prossimo, unite alla necessità di provvedere alla revisione delle stime per la crescita del pil nel 2003 e 2004 e delle previsioni del rapporto deficit/pil, potrebbero allungare i tempi. Così le opportunità di confronto e dialogo non mancheranno. Anche se non è stato ancora fissato l’appuntamento tra il presidente del Consiglio e le delegazioni congiunte delle forze sociali (Confindustria più Cgil, Cisl e Uil) per discutere del Documento di programmazione, il governo ha già fatto sapere che le priorità segnalate dai rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori, sono largamente condivisibili e dunque, con ogni probabilità, potranno essere recepite nel Documento di programmazione.
E’ stato il viceministro dell’Economia Mario Baldassarri a far conoscere questi intendimenti dell’esecutivo, parlando durante una manifestazione di An che si è tenuta a Milano. In una lettera indirizzata due giorni fa al Presidente Berlusconi, i vertici di Confindustria e dei tre maggiori sindacati, chiedevano un incontro a palazzo Chigi per affrontare insieme i contenuti del Dpef e sottolineavano l’importanza che questo documento potesse recepire anche quelle priorità che nei giorni scorsi le medesime parti sociali avevano enucleato in un documento poi conosciuto come «patto per la competitività». Nello specifico si trattava di quattro istanze prioritarie: ricerca, formazione, mezzogiorno e infrastrutture.
«Già negli anni passati, in sede di definizione del Dpef si sono consultate le parti sociali e si è recepito la parte che era condivisa e condivisibile dal governo di tutti i suggerimenti che venivano dalle parti sociali», ha detto ieri il viceministro Baldassarri, rispondendo alle istanze delle parte sociali. Ha quindi ricordato come questa consuetudine di consultazione, quest’anno sia resa più pregnante dal fatto «che le parti sociali abbiano raggiunto un’intesa fra di loro».
Quanto al merito delle richieste, «le cose concrete che sono emerse dalla lettera sono totalmente condivisibili dal nostro punto di vista: è esattamente ciò che il governo vorrà definire nell’ambito del Dpef. È quella che è stata chiamata nei giorni scorsi la verifica per la scelta delle priorità e quindi è legittimo che le parti sociali suggeriscano la loro idea di priorità».
Il «patto per la competitività», inoltre, oggi dovrebbe ottenere la vidimazione ufficiale dal Direttivo della Cgil, convocato per stamattina alle 10,30 dopo una riunione della segreteria. Inutile negare l’alta valenza politica di un recupero della Cgil ad un accordo unitario e addirittura trasversale alle forze sociali. Ed è per questo che il governo – come ha ribadito Baldassarri – non intende perdere questa opportunità di coesione. Poi, beninteso, ci vogliono un Dpef e una Finanziaria conseguenti. La svolta della firma dell’accordo con Confindustria è stata spiegata dallo stesso segretario Epifani in una intervista apparsa ieri sul «Corriere della sera»: «La mia Cgil – ha detto – non è diversa da quella di Cofferati. C’è una continuità. Ma la situazione economica è peggiorata e non si possono difendere i diritti dei lavoratori senza pensare anche allo sviluppo». Il Direttivo del sindacato dovrà occuparsi anche dell’analisi del voto sul referendum. Nella stessa sede la Cgil dovrà affrontare la decisione sullo sciopero contro la riforma Biagi sul mercato del lavoro che, annunciato nei giorni scorsi da Epifani, attende che vengano definite oltre le ore (due per adesso) anche le modalità e i tempi.