Il governo riscopre la detassazione degli straordinari

25/06/2007
    sabato 23 giugno 2004

    Pagina 5 – Primo Piano

    Il caso
    Il provvedimento torna nell’agenda del ministro Damiano

      Il governo riscopre
      la detassazione
      degli straordinari

        GIORGIA FATTINNANZI

        Confindustria protesta, ma a quanto pare il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha tutta l’intenzione di riproporre il provvedimento che renderà più conveniente alle imprese (e si presume anche ai lavoratori) ricorrere agli straordinari. Apparentemente bocciata una volta per tutte al termine dell’ultimo incontro con le parti sociali, la decontribuzione degli straordinari – fortissimamente voluta da Confindustria – potrebbe così tornare in auge. E forse diventare legge.

        Della decontribuzione del lavoro straordinario si discute da mesi nel nostro Paese; in queste settimane il neo presidente francese Nicolas Sarkozy lo ha messo al centro del suo pacchetto di «choc fiscale», usando lo slogan «lavorare di più per guadagnare di più». Come detto, Confindustria chiede con forza che la contribuzione aggiuntiva che grava sugli straordinari per renderli meno convenienti e spingere le aziende ad assumere sia rimodulata. E il ministro Damiano si è detto sostanzialmente d’accordo con l’idea di garantire alle imprese un margine in più di flessibilità nell’orario di lavoro per far fronte agli andamenti del mercato.

        La normativa italiana entrata in vigore con la Finanziaria del 1996 prevede invece una contribuzione aggiuntiva per il lavoro straordinario a carico delle imprese industriali del 5%, del 10% e del 15 % sulle ore che superano le 40, 44 e 48 (per gli altri settori la modulazione è un po’ diversa).

        Sia i sindacati che la sinistra di governo osteggiano la proposta Confindustria. Il timore espresso dai rappresentanti dei lavoratori è che, costando quanto il lavoro ordinario, si ricorra più agli straordinari che a nuove assunzioni. Il problema del Paese, ricordano Cgil, Cisl e Uil, è principalmente il basso tasso di occupazione.

        Le imprese rispondono che il costo maggiore degli straordinari non porta a nuove assunzioni, ma ad accordi in nero e pagamenti fuori busta. Inoltre, la direttiva dell’Unione europea sull’orario di lavoro porta a 48 ore settimanali il limite massimo di lavoro extra. Quindi, la maggiore tassazione sulle 8 ore aggiuntive è diventata ingiustificata.

        Il costo della detassazione, secondo fonti sindacali, si dovrebbe aggirare sui 200 milioni di euro. Un terzo dei 600 milioni che rimangono del tesoretto di 2,5 miliardi, tolto il miliardo e 300 milioni per aumentare le pensioni e i 600 milioni per il sostegno ai giovani precari, che dovrà essere diviso tra riforma degli ammortizzatori sociali e misure per la competitività. I sindacati avevano anche proposto di assegnare la decontribuzione degli straordinari alle aziende che fanno contrattazione di secondo livello. Una proposta che Confindustria non ha gradito. L’organizzazione di Montezemolo punta, infatti, a un meccanismo automatico per tutte le imprese industriali. Altro punto ancora tutto da discutere è a chi andranno i benefici del provvedimento: se solo alle imprese o anche ai lavoratori.