Il Governo rilancia sugli Albi

06/05/2003




              Martedí 06 Maggio 2003
              LIBERE PROFESSIONI


              Il Governo rilancia sugli Albi

              Riforma – Castelli chiederà al Parlamento di attendere il progetto elaborato dal ministero della Giustizia


              MILANO – Il Governo scommette sulla riforma delle professioni. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, chiederà infatti alla commissione Giustizia del Senato, presieduta da Antonino Caruso, di sospendere il confronto sulla riforma delle professioni in attesa del disegno di legge del Governo. Lo ha anticipato il sottosegretario Michele Vietti che ieri è intervenuto al convegno sulla riforma delle professioni promosso, a Milano, dalla Margherita.
              Dunque, sul testo elaborato da Vietti, sulla scorta delle conclusioni cui è giunto il gruppo di esperti ministeriali lo scorso febbraio, occorrerà ora completare l’iter per l’approdo in Consiglio dei ministri. «Il titolo di merito del progetto – ha detto Vietti – è nell’ampia condivisione raccolta tra le professioni. È la loro partecipazione alla stesura del testo che fa la differenza rispetto al lavoro, ottimo, compiuto dal Parlamento».
              Del resto, Vietti ha rimarcato come il disegno di legge non sarà blindato, ma costituirà il punto di partenza della discussione parlamentare. «Il disegno di legge – ha detto il sottosegretario – sarà perfettibile. Credo che anche le strutture in cui l’equilibrio è instabile, secondo la definizione del presidente del Cup, Raffaele Sirica, tollerino interventi a patto di adeguate compensazioni».
              In questo modo Vietti ha risposto alle censure e ai timori emersi da alcune associazioni rappresentative di professioni non riconosciute. Secondo il presidente dei tributaristi dell’Ancot, Arvedo Marinelli, nell’articolato si nasconderebbe l’attribuzione agli Ordini di nuove riserve, anche attraverso la preclusione di riconoscere come nuove professioni quelle che esercitano attività che rientrano tra le prestazioni qualificanti per i professionisti iscritti agli Albi. «Non sono previste – ha affermato Vietti – nuove riserve e per quanto riguarda i meccanismi di riconoscimento delle Associazioni è stabilito un regime transitorio per le formazioni inserite nella banca dati del Cnel. Nessuno, in base a un sano realismo, cancellerebbe attività che trovano legittimità nel mercato».
              E se Claudio Antonelli, presidente dei consulenti di direzione dell’Apco, ha giudicato il sistema duale delineato nel progetto Vietti come un sidecar, la cui guida è vietata alle Associazioni, Vietti ha ricordato come oggi queste ultime «siano costrette a correre a piedi dietro la motocicletta».
              Apprezzamenti generalizzati al disegno di Vietti è arrivato dagli Ordini: il presidente del Cup, Raffaele Sirica, nei giorni scorsi ha anche scritto a Castelli «affinché il dibattito parlamentare si apra sul testo messo a punto dal ministero della Giustizia». Domani il direttivo del Cup dovrebbe pronunciarsi ufficialmente sul testo Vietti. Mentre giovedì Giuseppe Lupoi, portavoce del Colap, dovrà verificare se per le Associazioni il progetto risulti alla fine un compromesso onorevole.
              Intanto, la collaborazione dell’opposizione è stata offerta da Pierluigi Mantini, responsabile libere professioni della Margherita. «Nel testo – ha spiegato Mantini – ci sono alcune lacune, come la scarsa attenzione ai giovani. Ma alcune idee sono il frutto del dialogo avviato dal Centro-sinistra».
              M.C.D.