Il governo riduce le stime del Pil

23/06/2003



 
 sabato 21 giugno 2003
Pagina 38 – Economia
 
 
Il Dpef indicherà una crescita sotto l´1,1% per il 2003.
Il governo riduce le stime del Pil
Inflazione al palo a giugno. Fatturato e ordinativi in calo
          Le misure "una tantum" non saranno sostituite tutte insieme ma nel giro di tre anni
          Il deficit non andrà più verso il pareggio ma si attesterà vicino al 2,5% del prodotto lordo

          LUCIO CILLIS


          ROMA – Il governo si sta orientando a limare ulteriormente al ribasso, nel Dpef, il documento di programmazione, le ipotesi di crescita del 2003 e del 2004. La persistente debolezza della congiuntura – confermata anche dai dati su fatturato ed ordinativi di aprile – rende infatti ormai altamente improbabile anche l´aumento del Pil dell´1,1% per quest´anno indicato nella Trimestrale di cassa. I tecnici del ministero dell´economia stanno ancora valutando diverse opzioni: la crescita 2003 potrebbe essere semplicemente allineata con le previsioni della Commissione Ue (1,0%) o ridotta di qualche decimale in più (0,8%, come prevede Confindustria). Non è affatto escluso, peraltro, che anche questo numero possa rivelarsi nei prossimi mesi ottimistico e debba essere nuovamente corretto a settembre. Sul fronte dei conti pubblici, l´impatto non dovrebbe essere rilevante: l´indebitamento netto (ora stimato pari al 2,3% del Pil) potrebbe salire fino al 2,5% ma il tetto del 3,0% del Patto di stabilità resterà lontano. La dinamica delle entrate, infatti, appare rassicurante. Per il 2004 – anno in cui le ipotesi di crescita del Dpef saranno realisticamente tagliate intorno al 2,0% contro il 2,9% del programma di stabilità – la situazione di bilancio è più complessa: il deficit tendenziale viaggia oltre il 3,0% del Pil ed alla manovra necessaria per riportarlo almeno ai livelli del 2003 dovrà affiancarsi un´azione per rimpiazzare le misure "una tantum" di quest´anno con interventi di carattere permanente. Al ministero dell´economia, la prospettiva di una cura da cavallo pari ad un punto e mezzo di Pil è considerata impraticabile: l´idea – che sarà illustrata anche ai partner dell´Eurogruppo dopo il varo del Dpef – è quella di "spalmare" su un triennio la sostituzione delle "una tantum" 2003.
          Ieri, intanto, l´Istat ha diffuso i dati su fatturato e ordinativi di aprile. Il fatturato è diminuito dello 0,2% tendenziale e dell´1,2% sul mese precedente, mentre gli ordinativi sono calati del 2,5% sull´anno, ma sono cresciuti del 2,6% rispetto a marzo, il dato più alto dal luglio scorso. Prezzi fermi, invece, a giugno. Secondo i dati provvisori delle città campione, l´inflazione resta ancorata per il quarto mese consecutivo al 2,7% con un incremento mensile dello 0,1%, il più basso dell´anno. Un risultato su cui pesano ancora le performance non positive di energia, alimentari e pubblici esercizi. Infatti, i prezzi della benzina, quelli degli alimentari freschi e della voce ristoranti, alberghi e pubblici esercizi, incidono negativamente. Soltanto a Milano, il cui peso sul totale del campione è pari al venti per cento, la voce "generi alimentari e bevande analcoliche" è salita a livello congiunturale dello 0,8%, con un sensibile rialzo del prezzo delle patate (+17,7%). Aumenti molto più contenuti (+0,1%) a Napoli.