Il Governo: pronto il nuovo «workfare»

04/04/2002





Il sottosegretario Sacconi annuncia una riforma degli ammortizzatori sociali che collega le indennità di disoccupazione alla formazione

Il Governo: pronto il nuovo «workfare»

«Non sarà un cambiamento di breve durata» – Le modifiche all’articolo 18 «procederanno in parallelo» – Primi sì alla delega-lavoro

ROMA – Un riordino del Welfare imperniato su una riforma degli ammortizzatori da realizzare in più tappe. A delinearlo sarà un documento sul nuovo "Welfare to work" (detto anche workfare) che tra pochi giorni sarà sottoposto dal ministro Roberto Maroni alla valutazione collegiale del Governo. Tre i cardini del piano: riorganizzazione del collocamento e degli attuali istituti di sostegno con il decreto legislativo che sarà varato in uno dei prossimi Consigli dei ministri e con la delega-lavoro; riforma vera e propria degli ammortizzatori sociali, facendo ricorso a risorse finanziarie aggiuntive, da prevedere probabilmente già nel prossimo Dpef e da realizzare con la Finanziaria 2003. Una riforma, quest’ultima, che dovrebbe poggiare su due pilastri: prolungamento e irrobustimento dell’indennità di disoccupazione; coinvolgimento diretto delle parti sociali nell’organizzazione di altri istituti (ad esempio la Cig) con la possibilità di gestirli direttamente facendo leva sul meccanismo degli "enti bilaterali". Il tutto fondato su un collegamento stretto tra le varie forme di tutela e la formazione permanente e su un dialogo serrato con le Regioni. A dare l’annuncio che il piano è praticamente pronto è stato il sottosegretario Maurizio Sacconi. Cha ha precisato: le deroghe all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori contenute nella delega-lavoro sono «parallele» all’avvio del nuovo Welfare: «L’articolo 18 è in connessione con il "Welfare to work"». Sacconi poi ha nuovamente auspicato una «ripresa del dialogo: il massimo consenso sociale è un obiettivo del Governo». Ma ha anche avvertito che il percorso per riformare gli ammortizzatori «non sarà breve». Intanto alla commissione Lavoro del Senato, sono cominciate, in sede referente, le votazioni sulla delega-lavoro, che contiene le modifiche all’articolo 18. Ieri i lavori si sono concentrati sul primo articolo del testo riguardante il collocamento. A chiedere con forza al Governo di rilanciare il dialogo sociale, ma senza ricorrere allo stralcio dell’articolo 18, è stato il ministro Gianni Alemanno, secondo cui è necessario «un tavolo coordinato da Palazzo Chigi» per giungere a un accordo e servono risorse aggiuntive per le riforme del mercato del lavoro. La riforma degli ammortizzatori nel Dpef. Un capitolo del Dpef sarà dedicato alla riforma degli ammortizzatori sociali. Che poi sarà realizzata in autunno con la Finanziaria 2003 o con un Ddl collegato. Saranno quindi liberate risorse aggiuntive ancora non quantificate. Di qui l’importanza del parere del ministro Giulio Tremonti sul piano del Welfare. Del pacchetto composto dal decreto sul collocamento pubblico, dalla delega-lavoro (collocamento privato, riordino incentivi e razionalizzazione degli attuali "ammortizzatori") e della riforma vera e propria degli ammortizzatori fanno anche parte le reti informative del lavoro e le misure sugli asili nido con gli incentivi per i servizi di cura dei minori. Tutto il processo di riforma si dovrà concludere con il nuovo testo unico sullo Statuto dei lavori. Alemanno: cabina di regia per il dialogo sociale. Per Alemanno il dialogo sociale deve essere coordinato da Palazzo Chigi: dal premier o, su delega specifica, dal vicepremier. Un dialogo che dovrebbe essere sviluppato a tutto campo: dalla riforma dello Statuto dei lavori fino alle deleghe su fisco e previdenza e al Mezzogiorno. «Prima però – afferma Alemanno – vanno messe in campo con il Dpef risorse per le riforme del mercato del lavoro». Riforme dalle quali occorre partire anche per il ministro Rocco Buttiglione, secondo cui l’articolo 18 «non è una questione poi così importante». Delega-lavoro: sì a emendamenti dell’opposizione. Ieri sono stati approvati una decina di emendamenti alla delega di cui due presentati dall’opposizione (uno dedicato al tema dell’inoccupazione delle donne). Sacconi ha ripetuto che per «il Governo è importante fare in fretta perché il Paese ha bisogno di riforme ma con un occhio al dialogo sociale».

M.Rog.
Giovedí 04 Aprile 2002