Il governo prepara il salvataggio di Stato per Parmatour

21/01/2004


  Economia


21.01.2004
Il governo prepara il salvataggio di Stato per Parmatour
Dovrebbe passare a Sviluppo Italia, soluzione caldeggiata dalle banche. Per la società turistica presentata la richiesta di stato di insolvenza

MILANO Ormai è quasi certo. Parmatour, la società che raccoglie le attività turistiche della famiglia Tanzi, finirà sotto il controllo statale. Come? Mediante il passaggio dell’azienda a Sviluppo Italia.
La soluzione, sulla quale si sta discutendo da tempo, sarebbe stata caldeggiata dalle banche coinvolte nell’affare Parmalat, riunite due giorni fa presso gli uffici del Medio credito centrale.
Per la società di Angelo Cardile, nata il 31 gennaio scorso con il conferimento dei beni della Hit e della Hit International e che nel solo
2003 presentava circa 400 milioni di debiti (96 solo verso Capitalia),
l’interessamento di Sviluppo Italia non è nuovo. L’agenzia statale era
uscita allo scoperto nei primi giorni di gennaio quando il suo amministratore delegato Massimo Caputi si era detto pronto all’affitto della società turistica. «Il 30 dicembre aveva ricordato Caputi – ho incontrato il presidente e l’amministratore delegato per discutere la situazione dell’azienda. Per tutelare l’occupazione e difendere la crescita produttiva, ci siamo detti disponibili all’affitto e gestione della società».
Ma la proposta di Sviluppo Italia non era stata la sola. Sul tavolo
di Cardile erano finite altre manifestazioni d’interesse, questa volta
provenienti da operatori del settore turistico. Chi? Domina Vacanze, di Ernesto Preatoni, e il gruppo Boscolo. «Proposte interessanti – aveva commentato Cardile – ma che prendono in considerazione solo alcuni attività e non l’insieme. Al momento ci sembra preferibile tentare di salvaguardare il mix, che è la forza dell’azienda e trovare una soluzione in questo senso. Comunque non chiudiamo la porta a nessuno». In realtà a chiudere la porta ci hanno pensato le banche, Capitalia in testa, che hanno preferito andare sul sicuro per il recupero dei loro crediti.
Intanto ieri il commissario straordinario di Parmalat Enrico Bondi
ha fatto presentare la richiesta di stato di insolvenza per Parmatour e
Coloniale. La domanda è stata depositata presso il Tribunale fallimentare di Parma da Umberto Tracanella, uno dei più stretti collaboratori di Bondi. Questo comporterebbe, secondo la procedura, il fatto che il Tribunale nomini un curatore fallimentare, che però trovandosi a gestire società al di fuori di quelle sotto l’amministrazione Bondi, potrebbe avere il titolo a chiedere la revoca
dei conferimenti effettuati a vantaggio in particolare di Parmatour,
non essendo ancora passato un anno.
La procedura, si è appreso, sarà rallentata in attesa di chiarimenti
sui vertici societari di Hit e Hit International, società dalle cui ceneri
è nata Parmatour il 31 gennaio 2003 e che hanno conferito alla società villaggi turistici, immobili e agenzie. Hit e Hit International
chiedono, a quanto si apprende, anch’esse la procedura fallimentare
che però non è prevista in questi due casi dal perimetro del decreto
Marzano. Questo comporterebbe, secondo la procedura, il fatto che il
Tribunale nomini un curatore fallimentare.