Il Governo non ritira la delega

29/11/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Sui licenziamenti Maroni dice no al sindacato: «Ma valuteremo proposte alternative concordate dalle parti»

    Il Governo non ritira la delega
    Vertice Fini-Berlusconi-Letta: sulle riforme non si torna indietro, maggioranza compatta sugli obiettivi politici
    ROMA – Il Governo non cambia rotta sui licenziamenti. Anche a fronte dell’azione di lotta proclamata dal sindacato, viene ribadita la linea decisa sull’articolo 18 respingendo la richiesta del sindacato di ritirare le nuove misure sui licenziamenti e offrendo tempo per fare controproposte. Il Governo si prepara quindi ad affrontare gli scioperi proclamati da Cgil, Cisl e Uil: del resto una marcia indietro, soprattutto in assenza di uno sciopero generale, al momento sembra politicamente inopportuna. Un incontro di ieri tra il premier, Silvio Berlusconi, il suo vice, Gianfranco Fini e il sottosegretario Gianni Letta è servito a fare il punto sulla strategia delle riforme e a sancire la compattezza della maggioranza. Una compattezza che nei giorni scorsi era sembrata incrinata da alcune posizioni espresse, in tema di articolo 18, anche da alcuni componenti dell’Esecutivo. Obiezioni che ora sembrano superate, ma che potrebbero tornare quando sarà esaminato il tema della riforma previdenziale (tema caro alla destra sociale e ai centristi della maggioranza). Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, non ha dato segni di cedimento sul fronte-licenziamenti, anche se l’articolo 18 potrebbe essere rimesso in discussione a fronte di un accordo sulle pensioni. Nel corso di un’audizione al Senato, Maroni ha spiegato che «la modifica proposta dal Governo sui licenziamenti è giusta e corretta, perchè va nella direzione di aumentare l’occupazione, non nega i diritti di nessuno e non tocca assolutamente il principio della giusta causa. La nostra proposta incide solo sulla sanzione che deve scattare in presenza di licenziamento senza giusta causa. Per cui, limitatamente a tre casi e in via sperimentale, si prevede un equo indennizzo invece del reintegro nel posto di lavoro. Proprio come avviene in quasi tutti i Paesi europei». Ed è nuovamente sceso in campo a difesa delle nuove norme il vicepremier, Gianfranco Fini, che sdrammatizza la reazione sindacale: «Non c’è alcuno scontro sociale sull’articolo 18: se così fosse avrebbero indetto uno sciopero generale. Il Governo non intende abolire la norma, ma solo sospenderla in via sperimentale». Ma Fini, che deve "tenere" anche la parte del suo partito fortemente ostile alle nuove norme decise, si è impegnato a portare in cambio il provvedimento sugli incentivi fiscali e contributivi per la partecipazione azionaria dei dipendenti. Una misura che sarà inserita nella delega fiscale, da offrire non solo alla destra sociale di An e ai centristi, che chiedono prove visibili di presenza, ma soprattutto alla Cisl diventata un riferimento importante per molte componenti della maggioranza. Il provvedimento, così com’è, non piace alla Uil nè alla Cgil e tantomeno alle imprese che lo giudicano un passo indietro rispetto all’esigenza di modernizzazione del mercato del lavoro. Ma adesso il Governo pensa soprattutto alla trattativa sulle pensioni che si riapre la prossima settimana. Diventa quello il fronte caldo, decisivo anche per il "destino" delle modifiche sui licenziamenti. Fare l’accordo o no sulla previdenza (con o senza Tfr e con o senza disincentivi per chi va in pensione in anticipo) influenzerà anche l’iter della delega-lavoro. L’orizzonte del Governo è quello di marzo, quando al vertice europeo di Barcellona si dovranno portare i primi risultati concreti (anche parlamentari) sul fronte delle riforme. Intanto il Governo si prepara a misurarsi sullo sciopero del 5 dicembre. «Quella dei sindacati – ha detto il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano – è una reazione eccessiva, anche se ridimensionata rispetto all’ipotesi iniziale, di fronte ad una proposta sperimentale. Se non funziona la rivediamo, ma non bisogna avere paura dell’innovazione del sistema». Lina Palmerini
    Giovedí 29 Novembre 2001
 
|
   
Tutti i diritti riservati © 24 ORE NetWeb S.p.A.