Il governo nasconde i precari, ma sono un milione 400mila

25/03/2005

    venerdì 25 marzo 2005

    Nasce il sospetto – dice il Nidil Cgil – che in campagna elettorale sia più utile far credere che la precarietà e la mancanza di protezioni sociali siano solo un’invenzione
    Il governo nasconde i precari,

      Giampiero Rossi

        MILANO Quanti sono veramente i precari? Secondo il sindacato “di categoria”, il Nidil-Cgil, molti di più di quelli che emergono dalle stime dell’Istat: addirittura più del doppio. Nel 2004, infatti, ammonterebbero non a 650mila, bensì a 1 milione e 396mila, di cui 1 milione e 36mila sarebbero collaboratori senza altri redditi.

          «Se, come sostiene l’ultimo rapporto Istat, in Italia fossero solo 650mila i collaboratori, 150mila i lavoratori somministrati e 110mila le prestazioni d’opera occasionali, nessuno sarebbe più contento di chi, come noi si batte contro la precarietà – spiega la segreteria nazionale del sindacato dei lavoratori parasubordinati – ma purtroppo, ancora una volta, temiamo di essere di fronte all’ennesimo esercizio di “Tira e molla dei dati”, sport ormai molto diffuso».

            Ma come rilevare con maggiore credibilità il numero dei lavoratori precari? Secondo il sindacato si potrebbero fornire numeri attendibili incrociando i dati dell’Inps con quelli dell’Ufficio delle entrate e dell’Inail. «Perché, invece – insiste la segreteria del Nidil – non si forniscono i dati ufficiali e si continua a fornire solo stime che, purtroppo, contrastano sia con i numeri reali dell’intera platea dei lavoratori “atipici”, sia con quanto registra chi si occupa quotidianamente di questi lavoratori? Nasce il sospetto – è dunque l’accusa politica del sindacato – che in campagna elettorale sia più utile far credere che la precarietà, l’assenza di prospettive di vita per intere famiglie, la mancanza di protezioni sociali per un’intera generazione di lavoratori sia solo un’invenzione».

              Cifra su cifra, il sindacato contesta apertamente i dati Istat. Altro che 650mila: purtroppo un conteggio più realistico conduce oltre un milione e 360mila unità. «I dati diffusi dall’Istat sono in contrasto con quelli forniti dalla Corte dei Conti – spiega la ricerca sindacale – che stima, almeno, 200mila collaboratori nella sola pubblica amministrazione, escludendo Università e Ricerca. Non è credibile, quindi, che oltre un terzo delle collaborazioni si realizzi solo in enti locali e ministeri». In effetti nel 2003 le posizioni attive nel Fondo Inps, cioè, i collaboratori che versano contributi, erano 1.700.000, pari al 56,39% degli iscritti. Tra loro si contavano 1.468.000 collaboratori e 232mila professionisti e dipendenti, secondo gli stessi dati Inps diffusi nel novembre 2004. «A questi lavoratori vanno aggiunti almeno 170mila nuovi iscritti del 2004, anche se sottostimati – insiste il Nidil – e si arriva così ad almeno 3 milioni di iscritti al fondo Inps parasubordinati e a circa 1.900.000 posizioni attive, senza considerare gli associati in partecipazione (circa 400mila da stime Inail) lavoratori che dal 2004 sono confluiti nel fondo di gestione separata dell’Inps».

                Sempre in base alla lettura incrociata dei dati ufficiali fornita dal sindacato, risulta che nel 1999, sul totale degli iscritti Inps i collaboratori/professionisti e i professionisti erano il 15%; nel 2003 erano il 9,19%. Incrociando i due dati emerge che in quattro anni, sono diminuiti di 6 punti percentuali. Nel 1999 (ultimo anno in cui l’Inps ha fornito dati disaggregati) erano 520.176 – pari al 31% degli iscritti – gli amministratori con altri redditi, gli amministratori senza altri redditi e i beneficiari di gettoni in consigli di amministrazione. Ma «non è credibile – secondo il Nidil – che gli amministratori, negli ultimi anni, siano aumentati del 61,53%. È più verosimile che abbiano seguito lo stesso andamento decrescente dei professionisti. Del resto – è la conclusione logica – sarebbe difficile immaginare entrate come quelle registrate dall’Inps in questi anni (e ipotizzate nei bilanci preventivi) con una popolazione di collaboratori di soli 400 mila soggetti (come sostiene l’Istat) che per altro, sempre dai dati Inps confermati dalle recenti ricerche Ires Eurispes, guadagnano appena 12.500 euro lordi annui».