Il governo ha 10 idee per la competitività

03/02/2005

    giovedì 3 febbraio 2005

    Pagina 8 – Economia

    PRONTA UNA PRIMA BOZZA. CRITICHE CGIL, CISL, CONFCOMMERCIO E CONFAPI
    Il governo ha 10 idee per la competitività
    Dalla ricerca al «made in Italy», dalle tecnologie al fisco più semplice,
    dagli incentivi al Mezzogiorno a quelli per gli studi e il mercato del lavoro
    Esclusa «la rottamazione per le auto». Entro fine mese il documento

      Roberto Giovannini

        ROMA
        Si articola in dieci «aree d’azione» il progetto di provvedimento per rilanciare la competitività delle imprese italiane su cui il governo sta lavorando. La bozza, anticipata dalle agenzie di stampa, indica soprattutto dei «titoli» di misure non pienamente definite in dettaglio: come annunciato martedì, il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco avvierà una serie di incontri con i suoi colleghi di governo.

        Presumibilmente entro la fine del mese la bozza dovrebbe finalmente prendere «corpo», ma molto dipenderà dalle risorse che verranno effettivamente rese disponibili. Come noto, nell’Esecutivo c’è chi spera che dalla riforma del patto di stabilità Ue possano venire ulteriori spazi di manovra finanziari, per adesso inesistenti. Nella bozza – da notare – non sono citati interventi di «rottamazione».

          La prima «area» è quella del sostegno all’internazionalizzazione. In questo ambito, si punta a rafforzare la lotta alla contraffazione e la tutela dei marchi italiani, anche con un’inasprimento dei controlli alle dogane. Si annunciano anche disposizioni in materia di «obbligazioni bancarie garantite» e «norme del diritto fallimentare». La seconda è quella che riguarda il Mezzogiorno. Si va dalla «riforma degli incentivi» alle imprese, che dovrebbe prevedere una revisione della legge 488, sostituita da un intervento composto fino al 50% da contributo conto capitale, più 25% credito agevolato, più 25% credito bancario», al «rafforzamento dei benefici Irap per le nuove assunzioni nelle aree sottutilizzate». Disposizioni vengono annunciate anche per ordini e professioni, per l’adeguamento ai requisiti di Basilea2 dei fondi di garanzia pubblica e per le obbligazioni bancarie garantite. Terzo, la semplificazione e il Fisco: si parla del rafforzamento dello sportello unico per le attività produttive, di revisione dell’Ici sui grandi impianti e di sospensione della possibilità di aumento dell’addizionale Irap. Previsto inoltre lo snellimento degli adempimenti burocratici e amministrativi per le aziende anche attraverso norme «taglialeggi» e la costituzione di una «commissione di esperti» e di un ufficio ad hoc in materia di semplificazione. Quarto, le infrastrutture, anche con un «rifinanziamento delle legge Obiettivo», con una «legge Obiettivo per le infrastrutture delle città» e operando «interventi infrastrutturali per il mercato dell’energia».

            Il quinto capitolo della bozza riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo: saranno in particolare assegnati fondi alla ricerca svolta insieme da imprese e università. Segue la modernizzazione della pubblica amministrazione, con l’assegnazione di un pc ad ogni dipendente pubblico, l’obbligo da parte degli uffici di «ricevere tutta la documentazione inviata telematicamente» e la «trasmissione telematica di atti e documenti rilevanti a fini fiscali». Settimo, l’industria: si citano misure di stimolo all’auto-imprenditorialità, tra cui nuove risorse dal 2008 e facilitazioni procedurali e amministrative; si prospettano interventi nel settore agroalimentare; la soppressione del Fondo Interbancario di Garanzia e la disciplina garanzie Ismea; la trasformazione dell’Enit in Agenzia e l’istituzione di un vero e proprio portale del made in Italy. Ottava area, il Tfr, con lo sblocco delle risorse per compensare il trasferimento delle liquidazioni ai fondi pensione.

            Nono, non meglio precisati aggiustamenti alla legge 30 sul mercato del lavoro: si cita il tema della riforma dei contratti temporanei. Infine, l’università: la principale novità è il «credito agli studenti», attraverso la costituzione di una Spa per l’erogazione di finanziamenti agevolati a sostegno dello studio secondario superiore ed universitario.

              Per adesso, le primissime reazioni delle parti sociali non sono particolarmente positive. La Cgil chiede che eventuali risorse aggiuntive siano destinate agli ammortizzatori sociali, mentre per la Cisl Raffaele Bonanni si domanda se non si tratti dell’«ennesimo Libro dei Sogni». Il presidente di Confcommercio Sergio Billè dice che il governo «deve chiarirsi bene le idee». Danilo Broggi, presidente di Confapi, chiede risorse per le infrastrutture già cantierabili. Perplessità pesanti, infine, giungono da Forza Italia: Renato Brunetta annuncia che il partito del premier presenterà un proprio documento sulla competitività.