Il Governo e gli Ordini alle corde sulla riforma

22/10/2001







    Categorie mobilitate contro l’«inerzia» dell’Esecutivo

    Il Governo e gli Ordini alle corde sulla riforma
    ROMA – Segnali di tensione tra rappresentanze professionali, da un lato, e Governo e maggioranza, dall’altro. Giovedì l’assemblea del Cup – il Comitato che rappresenta Ordini e Collegi – ha indetto per il 12 dicembre il «Professional Day». La manifestazione, che si svolgerà a Roma, chiamerà a raccolta i professionisti, sollecitando le foze politiche e l’Esecutivo ad abbandonare l’atteggiamento di disattenzione verso il settore. La nuova legislatura, infatti, sembra avere dimenticato l’urgenza della riforma delle professioni, che tante battaglie aveva suscitato tra Ordini e Centro-sinistra. L’uscita del Cup, però, non è piaciuta agli esponenti della maggioranza, il cui fastidio è stato esplicitato da Andrea Pastore (Fi), presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. L’atteggiamento del Cup viene bollato come «ingeneroso» e privo di memoria. «Contestando al Governo la mancanza di un progetto di riforma degli Ordini e annunciando una giornata di protesta – afferma Pastore – il Cup dimostra di aver dimenticato l’azione politica che il Centrodestra ha svolto nella precedente legislatura, impedendo all’allora maggioranza di smantellare il sistema delle professioni». Governo e maggioranza, secondo Pastore, devono affrontare «la pesante eredità lasciata dal Centrosinistra». In ogni caso i professionisti sono stati già destinatari «di molteplici interventi in materia fiscale e previdenziale». Nel merito della riforma delle professioni Pastore ricorda che dopo la legge sul federalismo, con il nuovo articolo 117 della Costituzione, il quadro è profondamente mutato. Le professioni figurano tra le materie a legislazione concorrente Stato-Regioni. «Come pensa il Cup – chiede polemicamente Pastore – che la legislazione regionale possa intervenire nel campo delle professioni? O pensa forse che il legislatore nazionale possa provvedere in materia senza tenere conto di una norma di rango costituzinale?». Per questo la commissione Affari costituzionali ha deliberato di avviare un’indagine conoscitiva sugli effetti della nuova normativa. In questa sede «di confronto e di approfondimento», promette Pastore, verrà affrontato il problema della riforma. In ogni caso, il Cup approfitterà del «Professional Day» per presentare il «Manifesto delle libere professioni». Obiettivo del documento, in dieci punti, sarà quello di sottoporre al Governo proposte concrete per la riforma. «Il 12 dicembre – aveva dichiarato giovedì il presidente del Cup, Emilio Nicola Buccico – i professionisti faranno sentire con chiarezza la loro voce. Colmeremo con un manifesto di proposte le continue disattenzioni governative, riaffermeremo nel segno della libertà e della indipendenza il ruolo indispensabile dei ceti professionali per modernizzare la società».
    Sabato 20 Ottobre 2001
 
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