Il governo divide in due il pacchetto competitività

23/02/2005

    Mercoledì 23 febbraio 2005

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        ATTESE PER OGGI LE PRIME INDICAZIONI. MA RESTA IL NODO DELLE RISORSE
        Il governo divide in due il pacchetto competitività
        Gli interventi a costo zero per decreto. Seguirà un disegno di legge

          Roberto Giovannini

            ROMA
            Oggi pomeriggio si terrà il vertice (pare risolutivo) di governo per mettere a punto la versione definitiva del pacchetto competitività. Parteciperanno alla riunione i ministri dell’Economia Domenico Siniscalco, delle Attività Produttive Antonio Marzano, del Welfare Roberto Maroni, delle Infrastrutture Pietro Lunardi e delle Politiche agricole Gianni Alemanno. Il pacchetto competitività verrà articolato in due strumenti legislativi, e non (come sembrava) in un solo decreto legge rivisto successivamente a marzo. Quello che verrà chiamato «piano d’azione per lo sviluppo» sarà costituito da un decreto legge, che conterrà le misure a costo zero, ovvero riforme amministrative o il cui costo è compensato; seguirà poi un disegno di legge, la cui sorte (e la cui consistenza) dipenderà anche dall’esito del negoziato per la riforma in sede europea del Patto di Stabilità. Sciolti, sperabilmente in modo definitivo, gli ultimi nodi, sarà la volte del confronto con le parti sociali, convocate a Palazzo Chigi per domani. Poi, venerdì, il via libera al provvedimento.

              Nella giornata di ieri sono state diffuse dalle agenzie di stampa ampie indiscrezioni sul contenuto della bozza. Per la verità, non emergono particolari novità rispetto a quanto emerso nelle ultime settimane, ma in ogni caso una nota pomeridiana del ministero dell’Economia ha preso le distanze da indiscrezioni che riguarderebbero una versione del provvedimento datata di oltre sette giorni: il testo del provvedimento sulla competitività, si legge, «non è stato diramato né esaminato dal pre-consiglio dei ministri ed è in continua evoluzione».

                In un’intervista alla «Reuters», il ministro Siniscalco comunque illustra alcune caratteristiche del «piano d’azione», che per l’appunto «sarà strettamente legato alla revisione europea dell’Agenda di Lisbona. Il piano – continua il titolare dell’Economia – sarà a saldo zero, e le misure che comportano costi, pari a un quinto del totale, saranno finanziate con riallocazione di altre risorse». La novità principale – da mesi ben nota – sarà la riduzione degli incentivi a fondo perduto concessi alle imprese, che per Siniscalco sono uno strumento da abbandonare «perché cura gli effetti non le cause».

                  Quanto alle anticipazioni di agenzia sulla «bozza», ecco una sommarissima sintesi. Si comincia con l’Irap, che vedrà un più forte alleggerimento per le nuove assunzioni nelle «aree sottoutilizzate»: per il Mezzogiorno l’importo deducibile è quintuplicato, nelle aree deboli del centro-nord è triplicato. Dal primo luglio del 2005, con due anni di anticipo rispetto al termine previsto del primo luglio 2007, via libera alla liberalizzazione del mercato elettrico. Quanto alla ricerca, una quota pari ad almeno il 30% del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese è destinata al sostegno di attività, programmi e progetti strategici di ricerca e sviluppo delle imprese da realizzare congiuntamente a soggetti della ricerca pubblica. Le donazioni a favore di università, enti di ricerca e istituzioni universitarie diventano integralmente deducibili dal reddito imponibile.

                    Novità nelle procedure della pubblica amministrazione. Scatta il silenzio-assenso nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi. Se l’amministrazione non comunica all’interessato, nel termine previsto da ciascun procedimento, o, in mancanza, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, il provvedimento di diniego, il silenzio equivale all’accoglimento della domanda. Non servirà più il notaio per le pratiche di acquisto di un veicolo, e sarà più facile ricorrere al giudice di pace per comporre una vertenza. Arriva la riforma degli ordini e delle professioni, con la possibilità di formare società di professionisti. Il governo prevede infine una serie di iniziative per rafforzare e valorizzare i sistemi urbani e territoriali attraverso l’incremento di infrastrutture e servizi. Il ministero delle Infrastrutture, d’intesa con ogni singola Regione, individuerà «gli ambiti urbani e territoriali di area strategici e di preminente interesse nazionali».