Il governo distribuisce il «dividendo sociale»

27/09/2007
    giovedì 27 settembre 2007

    Pagina 2 – Economia

    Il governo distribuisce il «dividendo sociale»

      Nel decreto subito interventi di restituzione. Forse il taglio Ici già da quest’anno

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        RESTITUZIONE – «Con l’extragettito del 2007 punteremo alle infrastrutture e a restituire fin da subito il dividendo della lotta all’evasione». Con queste parole il premier Romano Prodi ha annunciato alle parti sociali le priorità contenute nel decreto che accompagnerà la finanziaria. È stato poi il ministro Tommaso padoa-Schioppa ad aggiungere: restituzione sulla casa. Un uno-due che ha fatto intendere a tutti che l’Ici potrebbe essere tagliata già da quest’anno. Stando ad indiscrezioni si sarebbe già trovato anche l’accordo tecnico con i Comuni, che ieri hanno incontrato il governo prima di sindacati e Confindustria. Anche se quel riferimento alla casa potrebbe indicare le risorse che Paolo Ferrero e Antonio Di Pietro chiedono per l’emergenza sfratti e un primo avvio del piano-casa per l’edilizia popolare. Nel decreto, che spenderà circa 7,5 miliardi a fine anno, dovrebbero trovare posto anche risorse per la metropolitana di Roma e per il Mose, oltre che nuove iniezioni di liquidità per Anas e Fs: rispettivamente 600 milioni e 2,9 miliardi. Un altra misura prevista subito è il cosiddetto «forfettone» per le picole imprese, cioè la semplificazione fiscale che consente di pagare un solo versamento. L’aliquota dovrebbe essere tra il 18 e il 23%. Ma le cifre sono ancora molto ballerine. Al termine della giornata clou e prima del vertice di maggioranza, infatti, Palazzo Chigi fa sapere che non c’è ancora nulla di definitivo: servono ancora 48 ore di lavoro prima del varo. Le stesse fonti rivelano comunque che «l’incontro è andato bene».

        Al tavolo con le parti sociali il governo ha confermato l’entità della manovra in circa 10 miliardi, di cui circa 6 di maggiori entrate (sempre recuperate dalla lotta all’evasione) e il resto da razionalizzazioni di spesa. Tra i risparmi di spesa anche le norme del ddl sui costi della politica annunciato da Giulio Santagata. Quanto al protocollo sul welfare, sarà inserito in un collegato di sessione da varare entro il 31 dicembre. Stando ad una «bozza» circolata in serata, il protocollo sarebbe cifrato in 2 miliardi e 78 milioni. Un miliardo è previsto per le pensioni basse, 78 milioni per l’agricoltura, 200 milioni per la revisione dello «scalone» previdenziale, 800 milioni sarebbero destinati al fondo per l’occupazione. La stessa «bozza» stima in 2 miliardi gli sgravi fiscali della manovra e in un miliardo la proroga delle agevolazioni fiscali. Nessuna traccia di rendite finanziarie, oggetto del vertice politico.

        All’incontro con le parti sociali il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha confermato gli obiettivi di deficit indicati nel Dpef: 2,5% quest’anno e 2,2% l’anno prossimo. È l’extragettito risultato della lotta all’evasione che consente di spendere ancora. Un «tesoretto» che continua a crescere. Ieri il sottosegretario all’Economia Nicola Sartor ha annunciato un nuovo emendamento all’assestamento di bilancio, rivelando che l’extragettito è salito a 5,9 miliardi di euro, 900 milioni in più dell’ultima correzione. Quanto al Pil, il ministro ha rivelato che la stima del Tesoro per il 2008 è più vicina a quella dell’Fmi (1,6%) rispetto a quella della Confindustria (1,3%). Indiscrezioni confermano un Pil all’1,5%. «Ci aspettiamo una ripresa in corso d’anno», ha detto Padoa-Schioppa.

        Il premier e il ministro dell’Economia annunciano che la manovra dovrà puntare sulla crescita. Non dimenticando naturalmente le famiglie. Allo studio c’è la «dote fiscale» per i figli, che unirà le detrazioni per minori a carico agli assegni familiari già esistenti. È possibile che la aprte destinata ai lavoratori autonomi (che oggi non hanno assegni familiari) sia finanziata da un aumento dello 0,1% dei contributi pagati dalle imprese. Tra le maggiori entrate, infatti, compaiono 350 milioni di maggiori contributi. Importante l’intervento sulla casa e sugli affitti, più volte confermato da fonti di governo. Sulle imprese, oltre alla semplificazione, si punta al taglio Ires e Irap coperto dall’allargamento delle basi imponibili. Non ci sarebbe (se non in minima parte) lo scambio con gli incentivi. Sul tavolo anche più fondi per la non autosufficienza. Nella «bozza» si prevedono poi 2,4 miliardi per l’intesa sul pubblico impiego, e 300 milioni per l’Università.