Il governo delinea la riforma fiscale-2

30/09/2002






            (Del 30/9/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
            MINISTERI
            Arriva il grande blocco del «turn over» Sforbiciata del 10 per cento agli acquisti
            ECCO la seconda puntata dei sacrifici per chi gestisce la spesa. La Finanziaria prevede che l’acquisto di beni e servizi da parte dei ministeri venga ridotto del 10%. L’ammontare finirà comunque in un fondo che potrà essere attivato solo per «sopravvenute maggiori esigenza di spesa per consumi intermedi». Anche gli enti previdenziali dovranno ridurre le proprie spese per l’ acquisto di beni e servizi «in misura non inferiore al 10% per cento», mentre per gli altri enti (come Anas ed Fs), il taglio è del 2,5%. Inoltre si rafforza il controllo del ministero dell’Economia su ministeri ed enti pubblici, anche «avvalendosi dei propri rappresentanti nei collegi sindacali o di revisione e dei servizi ispettivi di finanza pubblica». I comuni, le province e le regioni dovranno migliorare il proprio saldo finanziario per il 2003 del 3,6% rispetto al 2001. Risparmi sono previsti anche per il maggior ricorso all’acquisto di beni con le aste on line del Tesoro. Parte significativa della strategia di taglio dei flussi in uscita dalle casse dello Stato è legato al blocco delle assunzioni a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione. A questo fine, e soltanto per particolari esigenze di servizio non dilazionabili, c´è comunque un tetto di spesa di 200 milioni lordi a regime. Per gli enti locali che abbiano rispettati i criteri del patto di stabilità interno le eventuali nuove assunzioni devono essere contenute entro percentuali variabili tra il 25 e il 50% delle uscite. È inoltre prevista l’ emanazione di ulteriori norme per accelerare i processi di mobilità del personale.



            OPERE PUBBLICHE
            Metà dei soldi a fondo perduto saranno trasformati in prestiti
            PER razionalizzare la spesa, ma nello stesso tempo garantire rapidità di esecuzione delle opere infrastrutturali su cui si basa uno dei capitoli più importanti del programma di governo, la Finanziaria istituisce tre nuovi fondi: il Fondo rotativo per la progettualità (gestito dalla cassa depositi e prestiti per attivare i progetti, il suo costo non potrà superare il 10% dell´opera), il Fondo rotativo per opere pubbliche (costituito preso ogni ministero, il 50% del finanziamento dovrà essere rimborsato ad un tasso non inferiore allo 0,5% annuo) e il Fondo rotativo per le imprese. la metà del fondo perduto diventa dunque un prestito. La Finanziaria affida inoltre a Infrastrutture spa, che dovrà costituire uno o più patrimoni, gli investimenti per la realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria anche per ridurre le quote a carico dello Stato. Infrastrutture dovrà cercare la risorse necessarie sul mercato dei capitali, resta a carico dello Stato quella parte di debito che non è remunerabile usando solo i normali flussi di cassa. Per l’Anas è prevista la ricapitalizzazione automatica.




            SCUOLA
            Economie di spesa da 168 milioni A rischio i professori fuori ruolo
            TAGLI alle spese per 168 milioni di euro suddivisi in tre anni, ma soprattutto il recupero di risorse interne con la riorganizzazione (e la riduzione) del personale. Inizialmente la riduzione dei contributi per l´istruzione era stato fissato a 224 milioni di euro. Si rende più stringente l’ obbligo di effettuare 18 ore settimanali ai docenti, riducendo gli orari spezzati e il ricorso alle supplenze. Dovranno passare ad un altra amministrazione pubblica gli insegnanti ritenuti non più idonei. È poi prevista la riduzione del 3% delle dotazioni organiche dei collaboratori scolastici, con un maggiore ricorso ai servizi esterni per la pulizia. L’intenzione è di affidarsi alle Cooperative di Lavoratori socialmente utili. Sarà invece reimpiegato negli istituti il personale amministrativo e tecnico utilizzato attualmente dai distretti scolastici. Si tratta di circa mille persone. Saranno ridotti anche gli insegnanti di sostegno ai ragazzi portatori di handicap. Previsto un rapporto di un insegnate ogni 145 alunni. Taglio del 40% dei fuori ruolo. E´ prevista la riduzione delle classi e della figura del maestro prevalente. Le economie di spesa saranno 39,95 milioni di euro per l’anno 2004, 58,46 milioni di euro per l’anno 2005, e 69,84 milioni di euro per l’anno 2006. Nel triennio 2004/06 sono dunque previste economie per complessivi 168,26 milioni di euro.


            SANITA’

            Tetto massimo per i posti letto: cinque ogni mille abitanti

            LA razionalizzazione della spesa sanitaria sarà incentrata soprattutto attraverso i risparmi dai posti letto che non saranno più di 5 ogni mille abitanti. Una decisione comporterà un taglio di circa 16.000 posti per malati acuti, oggi sottoutilizzati. Altri risparmi arriveranno dal nuovo prontuario farmaceutico per i medicinali. Le Regioni dovranno garantire meno giorni di degenza, ridurre la durata delle liste d´attesa e monitorare il numero di prescrizioni mediche. Sarà potenziata la flessibilità nei servizi per garantirli sette giorni su sette. i direttori generali di Asl e Ospedali con bilanci in rosso decadranno automaticamente. Previsto l´utilizzo, in via sperimentale della carta elettronica. Servirà per controllare il numero di prescrizioni mediche, specialistiche e ospedaliere. In questo modo sarà monitorata anche l´attività dei medici. In extremis è entrato nel testo anche il taglio del 3 e del 4% del margine di guadagno dei farmacisti, modulato in base al prezzo dei farmaci a carico dello Stato. E’ invece scomparso all’ultimo il taglio ai brevetti farmaceutici complementare che avrebbe dovuto incentivare il mercato dei più economici medicinali generici. Addio alle terme gratis a spese dello Stato. Dal 2003 le cure termali a carico del servizio sanitario saranno garantite solo a invalidi di guerra, grandi invalidi per servizio, invalidi civili totali




            PENSIONI E SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE
            Sì al cumulo coi redditi lavorativi Più indennità a chi è senza lavoro

            DAL primo gennaio scatterà l´abolizione del divieto di cumulo tra le pensioni di anzianità e i redditi da lavoro. La norma viene estesa a chi ha maturato almeno i 37 anni di anzianità contributiva e abbia minimo 58 anni d’età. L´Inpdai, l´istituto previdenziale dei dirigenti viene sciolto e confluirà nell’Inps. Il regime pensionistico dei dipendenti sarà equiparato a quello del Fondo lavoratori dipendenti. L´integrazione avverrà entro tre anni. Viene istituito il «Fondo nazionale per le politiche sociali» che riunirà tutte le spese assistenziali a favore delle fasce più deboli della società. Il Fondo determinerà ogni anno «i livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale». Il periodo di indennità di disoccupazione sarà innalzato a 12 mesi Retribuzione elevata al 60% per i primi 6 mesi e fissata al 40% per i successivi 3 mesi e al 30% per gli ulteriori 3 mesi. Contribuzione figurativa: per chi ha meno di 50 anni il limite massimo è 6 mesi, innalzato a 9 per chi ha più di 50 anni. La durata massima del trattamento di disoccupazione non può superare i 24 mesi in 5 anni elevati a 30 mesi per i lavoratori licenziati da aziende operanti nelle aree depresse. Vengono stanziate anche somme necessarie per le spese previdenziali dei lavoratori esposti all´amianto: 489 milioni di euro per il 2003, 497 milioni per il 2004 e 504 milioni a decorrere dal 2005.