Il governo “corteggia” Cofferati con la carta del sommerso

02/07/2001

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Il governo "corteggia" Cofferati
con la carta del sommerso

Il leader della Cgil disponibile ad una discussione di merito

VITTORIA SIVO


ROMA – «Sono provvedimenti indifferenziati a favore delle imprese e non danno alcun vantaggio al Mezzogiorno». Sergio Cofferati rincara la dose di accuse contro la manovra dei 100 giorni varata dal governo Berlusconi, ma è proprio sul Mezzogiorno, o più esattamente sulle norme per fare emergere il lavoro sommerso soprattutto concentrato al Sud, che l’esecutivo spera di far leva per recuperare i rapporti con la Cgil.
Qualche segnale in tal senso si coglie nelle dichiarazioni di alcuni ministri. Antonio Marzano, ministro per le Attività Produttive, quantifica in almeno 4.000 miliardi la somma che verrebbe recuperata applicando il piano straordinario per far venire alla luce le aziende che lavorano in nero. Fra i molti effetti positivi dell’emersione, ci sarebbe la regolare assunzione (con contributi e diritti contrattuali) per i lavoratori oggi irregolari, del che – è il ragionamento del governo – il sindacato non potrà che compiacersi.
Più in generale Palazzo Chigi tende a sdrammatizzare, con il vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini che risponde alle accuse di comportamento «ostile» lanciate dalla Cgil: la concertazione va bene, con le parti sociali «si ascolta, si concorda, si discute, ma poi si va avanti, perché l’esecutivo ha il dovere di governare»; e il dissenso che oggi si è prodotto con la Cgil «domani può accadere con la Confindustria». E Roberto Maroni, ministro del Lavoro, afferma che «con la Cgil non c’è rottura», ma solo un giudizio «non propriamente positivo» del sindacato guidato da Cofferati sul provvedimento che liberalizza i contratti a termine.
Inviti ad un atteggiamento «responsabile e realista» vengono indirizzati al segretario generale della Cgil dal presidente della Confindustria. Antonio D’Amato è convinto che «il Paese non può crescere se il Mezzogiorno non comincia a crescere davvero» e che l’attuale momento di svolta rappresenta «una grande opportunità che non possiamo perdere». Per il rilancio dell’economia serve anche un’opposizione «che abbia una forte spinta riformista condivisa». Ma è soprattutto sulle parti sociali che gravano le maggiori responsabilità e la Cgil «è un protagonista importante».
Su un punto però la polemica resta, quando D’Amato ricorda «l’inspiegabile» voltafaccia della Cgil che in gennaio elogiava pubblicamente il testo sui contratti a termine concordato durante la lunga trattativa impresesindacati e il giorno dopo ha abbandonato il tavolo. Per di più quel testo «era di gran lunga più flessibile rispetto a quanto poi è stato successivamente concordato».
Cofferati di rimando conferma tutte le sue critiche al pacchetto di misure del governo, dichiarando che, comunque, la Cgil «è interessata ad una discussione di merito» sui singoli provvedimenti.