Il Governo cerca una via d’uscita sull’art.18

15/02/2002





Maroni rilancia il dialogo – Spunta un’ipotesi di mediazione al Senato – Marted� incontro tra i leader di Cgil, Cisl e Uil
Il Governo cerca una via d’uscita sull’art.18
ROMA – Si stringono i tempi per il Governo per cercare una soluzione sull’articolo 18. Un’operazione tutt’altro che semplice, ulteriormente complicata dalla volont� di una parte della maggioranza che ormai preme apertamente per fare un’intesa con il sindacato accettando l’ipotesi di stralcio e un’altra che resiste. Ma la maggiore complicazione � dettata dalla scansione temporale che accelera i tempi delle decisioni: marted� prossimo c’� l’incontro dei tre leader sindacali e due giorni dopo si riunir� il "nuovo" direttivo Cgil che tirer� le somme sullo stato dei rapporti con Cisl e Uil e con il Governo e decider� le iniziative da intraprendere sulle deleghe. Insomma, il tempo per trovare una via d’uscita � ridotto ai prossimi giorni. Il punto resta sempre lo stesso: stralcio o non stralcio delle nuove norme sull’articolo 18 inserite nella delega sul lavoro all’esame del Senato. Anche le ipotesi di mediazione circolate nei giorni scorsi in realt� aggirano quello che � ancora il problema, se cio� tenere in piedi o no le modifiche alla legge sui licenziamenti. Il compromesso caldeggiato dalla Cisl e da An, che prevede la sospensione della norma sull’articolo 18 e il rinvio a un confronto tra le parti sociali per definire lo Statuto dei nuovi lavori, non risolve il dilemma. Anzi, lo ripropone, salvo cercare soluzioni ancora tutte teoriche per non stralciare ma per congelare l’articolo 10 della delega (che contiene le modifiche sui licenziamenti). Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, dopo gli incontri e i contatti con i leader di Cisl e Uil, continua a cercare alternative. E anche in Consiglio dei ministri di ieri si � preferito non porre apertamente la questione dell’articolo 18 viste le tensioni gi� alte sulla partita-Rai. Si lavora, allora, anche "dentro" il disegno di legge delega, per cercare l� una mediazione magari togliendo la fattispecie pi� indigesta per il sindacato, quella che riguarda le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato. In questo modo si "arginerebbe" il nuovo articolo 18 solo ai lavoratori che escono dal sommerso e per le aziende che vogliano superare la soglia dei 15 dipendenti. E si lavora anche sulla delega previdenziale: le ipotesi sono di dirottare parte del taglio dei contributi sugli ammortizzatori e riordinare le diverse aliquote. Il Parlamento adesso sta a guardare: il voto sugli emendamenti doveva cominciare mercoled� scorso, poi � slittato a ieri, poi ancora a marted� prossimo. La commissione Lavoro del Senato, che sta esaminando la delega, aspetta gli esiti dello sforzo diplomatico del Governo e del ministro del Welfare che ha ritrovato la prima linea del negoziato. Il relatore del provvedimento, Oreste Tofani di An preme per la soluzione caldeggiata da An e dalla Cisl, cio� portare il dialogo sullo Statuto dei lavori. Ma promuove anche la soluzione trovata in un suo emendamento sull’arbitrato (vedi anche Sole 24 Ore di mercoled�): dare nove mesi di tempo alle parti per trovare un avviso comune, senza stralciare le norme previste della delega. �La mediazione – ha detto Tofani – � che non c’� lo stralcio ma si rilancia il dialogo�. Una via d’uscita che, quindi, non piace al sindacato. Ma si lavora intensamente anche sul fronte sindacale. Ieri il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha scritto una lettera ai suoi "colleghi" di Cgil e Cisl chiedendo un incontro (che ci sar� marted�). Un attivismo spiegabile anche con il fatto che i primi di marzo si svolger� il congresso della Uil. �In questo confronto sull’articolo 18 e previdenza – ha detto ieri Angeletti da Salsomaggiore – l’importante � avere il consenso, non illudersi con le spallate. Lo sciopero generale sarebbe efficace solo nel caso in cui il Governo chiudesse ogni possibilit� di dialogo. A quel punto sarebbe il Governo a proclamare lo sciopero generale, ponendo la questione sul piano dei muscoli�. Il numero uno della Cisl, Savino Pezzotta, ha sottolineato ancora ieri le divisioni: �La Cisl non ha cambiato opinione, lo sciopero generale � inopportuno in questa fase perch� la battaglia sar� lunga e la vincer� chi dura a lungo�. Pezzotta ha poi smentito �il patto della lavanderia con Fini� e ha accusato la Cgil di avere una visione �paternalistica� sui rapporti unitari. Ma ha anche ricordato gli sforzi che la Cisl sta facendo per trovare un’intesa: �Abbiamo detto togliamo di mezzo le modifiche all’articolo 18 e apriamo il confronto sullo Statuto dei lavori. Non aiuta il confronto l’atteggiamento oltranzista del Governo e della Confindustria. Il Governo deve cambiare posizione, non mostrare i muscoli�.
Lina Palmerini

Venerd� 15 Febbraio 2002