Il governo cancella i diritti sindacali

29/03/2002



Il governo cancella i diritti sindacali

di 
Felicia Masocco


 Parole e fatti. Mentre Berlusconi, impegnatissimo nella sua offensiva mediatica, parla di «simpatia» nei confronti del sindacato e si affanna a ripetere gli appelli al dialogo non si sa bene su quali presupposti, la sua maggioranza al Senato propone e approva un emendamento che nega i più elementari diritti sindacali in quelle aziende che mettendo in regola i lavoratori in nero supereranno la soglia dei 15 dipendenti. Le aziende irregolari, vengono così premiate, i lavoratori puniti.
È quanto prevede un emendamento al decreto sullo scudo fiscale passato in prima lettura a Palazzo Madama: si tratta, per intendersi, dello stesso emendamento «golpista» sull’articolo 18 (che la prima stesura congelava proprio nelle aziende in questione). Il suo promotore, il senatore di An Roberto Salerno, lo ha dovuto rettificare a furor di popolo, ma a una parte dei lavoratori italiani alcuni diritti, come quello di assemblea, trasferimenti, permessi sindacali non saranno riconosciuti se il nuovo emendamento passasse alla Camera.
Durissimi i commenti dei sindacati, da Cgil, Cisl e Uil, ma anche Ugl e e Cisal un coro unanime, «è un altro ostacolo verso la ripresa del dialogo». «Siamo di fronte a un nuovo grave attacco ai diritti dei lavoratori», afferma Giuseppe Casadio, segretario confederale della Cgil; e per Raffaele Bonanni della Cisl, «si tratta dell’ennesima decisione abusiva, unilaterale e di parte del governo». Nessun dubbio anche per il numero due della Uil, Adriano Musi: «È la conferma, se ce n’era bisogno, della mentalità di questo governo, che pensa che il lavoro si crea solo togliendo diritti ai lavoratori». Il sindacato si prepara a dare battaglia.
Un intervento «gravissimo», «che altera il sistema di diritti e tutele. Nega i diritti legati alla rappresentanza sindacale e manomette la libera contrattazione tra le parti sociali, perché deroga anche regole fissate negli accordi contrattuali – prosegue Casadio -. Dunque si interviene massicciamente e in più forme sui diritti delle persone e sulla libera contrattazione tra le parti». Alla Cisl non va giù, in particolare, il fatto che «il governo abbia voluto scavalcare le parti sociali su una materia che dovrebbe essere oggetto della contrattazione»: «non hanno il diritto di fare questo», accusa Raffaele Bonanni. Anche per il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi, «appare chiaro come la volontà del governo è sempre quella di eliminare i diritti e di limitare il più possibile gli spazi della contrattazione. A questo punto la situazione non può che peggiorare sul fronte della ripresa del dialogo». Pensano che il conflitto sociale possa creare lavoro. Se lo pensano, allora buona fortuna», conclude Musi. E protesta l’Ugl: «È ora di finirla con la considerazione che i diritti sindacali e il rispetto delle leggi urbanistiche e ambientali costituiscano altrettanti impacci e ostacoli per le imprese», afferma il vicesegretario Renata Polverini.
Un motivo in più per scioperare il 16 aprile, e per manifestare – questa è una novità- nelle città capoluogo di Regione. Articolo 18, arbitrato, decontribuzione: l’Italia si ferma per questo, ma anche per chiedere lo sviluppo del Mezzogiorno e a sostegno delle proposte di Cgil, Cisl e Uil sui fisco, scuola, politiche sociali e sanitarie. Lo sciopero sarà di otto ore, interesserà tutti i lavoratori e a norma di legge saranno comunque garantiti i servizi minimi per quanto riguarda i settori dei servizi di pubblica utilità. La macchina organizzativa è in moto, tutte le strutture di Cgil, Cisl e Uil saranno impegnate in una campagna di sensibilizzazione nei luoghi di lavoro e sul territorio, «uno straordinario sforzo per coinvolgere tutti i cittadini» si legge in una nota unitaria. Non solo Cgil, Cisl e e Uil, ma anche l’Ugl il sindacato di destra e la Cisal, la più «berlusconiana» delle sigle hanno proclamato lo sciopero («costruttivo») di otto ore per il 16 aprile. Ugualmente hanno fatto i sindacati di base, Cobas, Slaicobas, SinCobas: «Il 16 aprile non sciopererà una minoranza – ha dichiarato Luciano Muhlbauer , della segreteria SinCobas – scenderà in campo tutta l’Italia che si batte per diritti uguali per tutti».