Il governo cambia la Bossi-Fini

26/04/2007
    mercoledì 25 aprile 2007

    Pagina 6 – Cronaca

      Autosponsor e quote triennali
      il governo cambia la Bossi-Fini

        Amato: troppi clandestini. Cdl in rivolta: verranno tutti qui

          ALBERTO CUSTODERO

          ROMA – È stata approvato ieri dal Consiglio dei ministri il disegno di legge delega sull´immigrazione che, con il «superamento» dei centri di permanenza temporanea, ha ricompattato la maggioranza ottenendo il consenso anche della sinistra radicale. Ma scatenando – soprattutto per la concessione dell´elettorato attivo e passivo per le amministrative agli stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo – la reazione dell´opposizione che ha accusato il governo di stravolgere le norme della Bossi-Fini. E di «richiamare nel Belpaese – per dirla con l´europarlamentare leghista Mario Borghezio – gli immigrati di tutto il mondo». Il nuovo ddl prevede permessi di soggiorno semplificati (che saranno rinnovati dai comuni), corsie preferenziali per talenti, artisti, personale qualificato e badanti. Istituisce lo sponsor-garante e liste di collocamento all´estero, mentre rende triennali le quote dei flussi. Il ddl potenzia gli accordi di riammissione con gli stati di provenienza dei clandestini, e riconduce i reati commessi dagli stranieri («che non vanno considerati mafiosi con un diritto criminale specifico dell´immigrato», ha spiegato il ministro dell´Interno Giuliano Amato), alla disciplina del codice penale. Modifica infine la normativa sui minori, che al compimento della maggiore età potranno convertire il loro permesso di soggiorno.

          L´accordo è stato raggiunto grazie a un compromesso politico: il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, di Rc, che aveva chiesto la fine di tutti i Cpt, ha accettato il loro mantenimento (seppur condizionato a un riordino e alla chiusura dei primi tre, Ragusa, Brindisi e Crotone), incassando, però, un importante risultato politico: il diritto degli immigrati ad autosponsorizzare il loro soggiorno in Italia alla ricerca di lavoro. Ecco perché il ddl è a doppia firma, Ferrero-Amato. Secondo il titolare del Viminale, la nuova legge «non è il frutto di una presa di posizione ideologica che va a sostituire un´altra ideologia. Ma parte da una constatazione: che la legge Bossi Fini non ha realizzato gli obiettivi che s´era posta. L´immigrazione clandestina, infatti, anziché ridursi, s´è moltiplicata. Mentre il rinnovo dei permessi di soggiorno aveva finito per diventare una partita kafkiana che impediva addirittura l´ingresso ai dirigenti stranieri».

          Il ddl ha riscosso il parere favorevole dell´Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – che chiede ora una legge sull´asilo politico – e il consenso di tutto il centrosinistra. Se per Marco Rizzo, dei Comunisti italiani (parafrasando Nanni Moretti), «il governo ha fatto qualcosa di sinistra», il ministro della Salute Livia Turco ha definito il ddl «saggio e umano», mentre Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla camera, ha parlato di «un provvedimento di civiltà» e Rosy Bindi, ministro della Famiglia, ha annunciato «che è stato portato a compimento un altro pezzo importante del programma dell´Unione». Dure, invece, le reazioni del centrodestra. Per Roberto Maroni, capogruppo della Lega alla Camera, il ddl «è un provvedimento pessimo perché ha stravolto il principio di legalità della legge Bossi-Fini in base al quale entrava in Italia solo chi aveva un regolare permesso di soggiorno». Rincarano la dose il responsabile territoriale di Forza Italia, Maurizio Lupi, secondo il quale «il governo Prodi ha confermato la sua più assoluta schizofrenia», e il senatore di An, Alfredo Mantovano, per il quale «il ddl conferma misure già contenute nella stessa Fini-Bossi, spacciandole per novità». Ma la Ue – avvisa Mantovano, si opporrà.