Il governo boccia il piano Cofferati

03/04/2002


 
Pagina 13 – Economia
 
Buttiglione: quello del leader Cgil è un atteggiamento indimidatorio e infantile. Sacconi: le sue sono posizioni note da tempo
 
Il governo boccia il piano Cofferati
 
Opposizione all´attacco sull´articolo 18, ma la votazione non slitta
 
 
 
 

ROMA – Il governo boccia le proposte sul mercato del lavoro lanciate ieri da Sergio Cofferati sulle pagine di Repubblica. «Mi sembra che le posizioni del segretario della Cgil siano note, non ho visto nulla di nuovo» ha detto il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, cui ha fatto eco Rocco Buttiglione, responsabile alle Politiche comunitarie: «Cofferati mantiene un atteggiamento intimidatorio: è un po´ infantile quando dice "confrontiamoci ma di questo non si parla…" Sulla riforma dell´articolo 18 il governo non può accettare e non accetterà alcun veto – ha aggiunto Buttiglione – tutto è possibile ma se iniziamo il confronto, credo ci siano cose più importanti dell´articolo 18: la formazione professionale, i sussidi di disoccupazione e gli strumenti di orientamento del mercato del lavoro. È evidente – ha concluso il ministro – che il sindacato ha bisogno dello sciopero: dopo però dovremo sederci e trattare e il punto di partenza è il Libro Bianco di Biagi».
«Sono cose che diciamo da due anni – ha detto da parte sua Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl – per questo dobbiamo ripartire dal Libro Bianco e ricostruire il filo di un confronto concreto che ci porti ad una verifica seria, a definire obiettivi precisi, ad iniziare dagli ammortizzatori sociali e dalla formazione permanente dei lavoratori». "Dialogo" è la parola d´ordine anche del segretario generale della Cna, Giancarlo Sangalli: «Sono sempre più convinto che è necessario un confronto sulle riforme prima dello sciopero generale».
A Palazzo Madama, intanto, va avanti la delega che riforma il mercato del lavoro, nonostante la richiesta di una "pausa di riflessione" avanzata dall´opposizione; da oggi, quindi, dovrebbero riprendere le votazioni sugli oltre mille emendamenti presentati al testo. La decisione è arrivata dopo un estenuante braccio di ferro tra maggioranza e opposizione che ha caratterizzato la ripresa dell´iter parlamentare: uno scontro nato con la richiesta (respinta) di Ulivo, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista di sospensione del provvedimento in attesa dello sciopero generale del 16 aprile e dell´eventuale riapertura del dialogo tra le parti dopo la protesta.
(lu.ci.)