Il Governo blinda il Ddl «Tremonti»

12/09/2001

Il Sole 24 ORE.com






    I 100 giorni – Tutto pronto in commissione alla Camera per il via all’esame del provvedimento con le misure per l’economia

    Il Governo blinda il Ddl «Tremonti»
    Il relatore Falsitta: è necessario concludere rapidamente, non ci saranno correzioni – I ritocchi arriveranno in un secondo momento
    Jean Marie Del Bo
    ROMA – Governo e maggioranza blindano il disegno di legge per il rilancio dell’economia. Le ragioni della fretta hanno prevalso: dal vertice tecnico-politico che si è svolto ieri è venuta la decisione di far marciare il provvedimento verso l’approvazione nella versione varata dal Senato a fine luglio. Le modifiche annunciate nelle scorse settimane, perciò, verranno accantonate. Niente introduzione delle disposizioni sul rientro dei capitali o sulla cartolarizzazione degli immobili pubblici, dunque. Ma non solo. Neppure spazio per le correzioni alla «Tremonti-bis» e all’emersione dal sommerso. Anzi alcune delle modifiche considerate essenziali potrebbe essere accolte proprio nel decreto legge che introdurrà lo "scudo fiscale" per il rientro dei capitali dall’estero oppure direttamente nella prossima legge Finanziaria. L’inizio dell’esame alla commissione Finanze della Camera previsto (emergenza terrorismo permettendo) per oggi e la scadenza per la presentazione degli emendamenti prevista per venerdì o lunedì prossimo non dovrebbero, dunque, comportare sorprese. Resta da capire se la scelta politica di stringere i tempi non porrà problemi con le parti sociali. Per esempio per le correzioni all’emersione. «L’orientamento è di non fare modifiche — ha spiegato dopo il vertice di ieri il relatore del provvedimento, Vittorio Emanuele Falsitta —. C’è la consapevolezza della forte domanda di vedere attuati i contenuti del disegno di legge che ha generato un’attesa diffusa. D’altra parte esistono vincoli obiettivi di calendario. Se introducessimo modifiche il Ddl dovrebbe tornare al Senato». Con il rischio di un "incrocio pericoloso" con la sessione di bilancio. Falsitta ha poi ricordato la necessità di garantire, in ogni caso, il ruolo centrale del Parlamento e i margini per una discussione approfondita: lo strumento potrebbe, a questo punto, essere quello degli ordini del giorno destinati ad accogliere indicazioni di modifica che verranno inserite in altri provvedimenti. Sulla stessa linea il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Giorgio La Malfa. «Penso che il Ddl non verrà modificato — ha spiegato la Malfa —. Per eventuali aggiustamenti tecnici il Governo cercherà altri strumenti». Una scelta che potrebbe portare all’approvazione finale del provvedimento entro la fine di settembre o l’inizio di ottobre e, considerata la "clausola" di entrata in vigore nel giorno successivo alla pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale», a un’operatività quasi immediata. Più problematico si rivelerà gestire le correzioni alla Tremonti-bis e all’emersione. Inserirle direttamente nella Finanziaria esporrebbe, infatti, a una vigenza delle nuove regole in una versione, destinata a essere corretta dopo pochi mesi. Con un artificioso doppio binario destinato a creare sicuramente problemi agli operatori. Se, invece, verrà scelta la strada di correggere il provvedimento con il decreto legge sul rientro dei capitali l’ostacolo potrà, forse, essere aggirato soltanto con un complesso e delicato coordinamento tra la pubblicazione delle disposizioni votate dal Parlamento e di quelle varate con provvedimento di urgenza dal Governo.
    Mercoledí 12 Settembre 2001
 
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