Il Giornale condannato a risarcire i sindacalisti Cgil

02/01/2006
    giovedì 29 dicembre 2005

      Pagina 13 – Economia & lavoro

      Il Giornale condannato a risarcire i sindacalisti Cgil definiti titolari di doppie pensioni

        La sentenza del Tribunale di Monza. Nel 2002 il quotidiano della famiglia Berlusconi aveva condotto una campagna di stampa contro 450 dirigenti «privilegi

          NESSUN PRIVILEGIO – Così ha sentenziato il Tribunale di Monza che ha dato ragione a 450 sindacalisti della Cgil giudicando «lesiva» la campagna stampa condotta dal Giornale tra l’agosto e il settembre del 2002 secondo la quale questi sindacalisti erano, con altri, destinatari di doppie pensioni, privilegi ottenuti con una «leggina made in Cgil», «con un decreto salvapensione» che altro non era che una «marchetta», e ancora «regali confederali» e così via.

            Un mese di articoli al curaro corredati da elenchi di nomi e cognomi di esponenti sindacali definiti «guardiani dei privilegi». La Cgil, a vari livelli, ricorse contro il quotidiano con azioni civili e penali chiedendo il risarcimento dei danni. La condanna è arrivata nei giorni scorsi con venti sentenze del Tribunale di Monza sezione distaccata di Desio. L’editore, il direttore, alcuni giornalisti sono chiamati a risarcire oltre 450 sindacalisti della Cgil nazionale, della Camera del lavoro di Milano e della Fiom. A darne notizia un comunicato di Corso d’Italia. «Il 16 dicembre – si legge – i rappresentanti della Cgil e del Giornale hanno sottoscritto un accordo transattivo relativo alle vertenze legali promosse da sindacalisti della Cgil, difesi dagli avvocati della confederazione, dopo la campagna scandalistica falsa e denigratoria portata avanti dallo stesso quotidiano, vertenze che in sede civile e in primo grado hanno avuto tutte esito positivo per i sindacalisti coinvolti».

              Il quotidiano dovrà dunque pubblicare per due volte (la prima ieri, la seconda entro venti giorni) un comunicato di riparazione con annesso il dispositivo della condanna. Il dispositivo della sentenza sarà pubblicato per due volte anche da altri due quotidiani. È inoltre previsto un risarcimento per una somma «congrua» oltre al pagamento delle spese legali. Le somme previste per il risarcimento del danno, affermano nella nota congiunta Paolo Nerozzi, segretario confederale Cgil e Giovanni Naccari dell’Ufficio giuridico «saranno devolute dalle rispettive organizzazioni di appartenenza dei sindacalisti agli enti morali dalle stesse individuate, così come previsto dalla confederazione fin dall’inizio delle vertenze in questione. Si evidenzia infine la piena riuscita della reazione politica e giudiziaria della nostra organizzazione che vede in tempi rapidi il riconoscimento delle proprie ragioni, rispetto al prosieguo delle vertenze nei successivi gradi di giudizio, dai tempi lunghi e dagli esiti comunque incerti».

                Il dispositivo della sentenza è stato pubblicato ieri dal Giornale che dà conto anche dei titoli apparsi dal 13 agosto al 17 settembre 2002 e degli elenchi dei presunti beneficiari di regali e privilegi. Il dispositivo parla di una campagna stampa «lesiva dell’onore e della reputazione di Sergio Cofferati (allora segretario generale, ndr) di Guglielmo Epifani e dalla Cgil», e fissa il risarcimento in 33 mila euro più gli interessi a favore di ciascun attore.

              r. ec.