Il fuoco amico e i luoghi comuni – di G.Barlozzetti

08/04/2003

ItaliaOggi (Marketing)
Numero
083, pag. 17 del 8/4/2003
di Guido Barlozzetti

Diario della (tele) guerra.
Il fuoco amico e i luoghi comuni

Una macchia di sangue si allarga sull’obiettivo di una telecamera e fa scivolare l’orrore nell’immagine simbolica della guerra in televisione. L’operatore della Bbc pulisce con un panno la lente e va avanti con le riprese, arrossate da una sorta di macabro filtro. Inquadra volti sgomenti, macchine in fiamme e corpi riversi a terra.

E documenta in diretta gli effetti terribili dei due missili americani che nel Kurdistan si abbattono su un convoglio di pershmerga e di forze speciali Usa.

Lo chiamano ´fuoco amico’ e stavolta è ´la bomba dal muso rosso’, come la descrive il reporter John Simpson. Sono due le domande che rimanda la grancassa dei media: ´Dove sono gli americani a Baghdad?’, e ´Dove può essere Saddam Hussein?’. Insomma, l’incertezza grava sovrana sui due protagonisti della guerra. Dalla capitale arriva un fiume di immagini di carri avanzanti e di mezzi iracheni divorati dal fuoco.

Il comando nel Qatar fa sapere che non si tratta del Grande Attacco, se mai si farà, ma di blitz improvvisi e veloci che penetrano nel corpo molle della città e, dopo avere scorazzato, tornano indietro. Tanto per far sapere agli Iracheni che gli Americani possono entrare e uscire a loro piacimento.

E qui entra in scena il serafico ministro dell’informazione di Saddam. Arriva sulla terrazza dell’albergo dove sono accampati gli inviati e smentisce. Smentisce tutto: ´No, non ci sono americani a Baghdad, hanno provato ad avanzare ma sono stati accerchiati e distrutti, vogliono solo gettare polvere negli occhi dell’opinione pubblica…’. Insomma, l’Iraq forse fatica a difendersi dalla Coalizione, ma spara grosso nella battaglia dell’informazione. E Saddam? Tante voci si rincorrono. C’è chi dice che è già filato via da Baghdad. Ormai è un luogo comune.

E se questa guerra non fosse altro che una ricerca di corpi da esibire per certificare la propria verità? Uno, intanto, pare sia stato davvero trovato. Nei sobborghi di Bassora. Quello di Ali Hassan Al Madji, detto ´Alì il chimico’. I Curdi ne sanno qualcosa.