Il Friuli-Venezia Giulia apre a Ikea e outlet

18/03/2005

    venerdì 18 marzo 2005

      Il Friuli Vg apre a Ikea e outlet
      Uno studio sulla trasformazione del sistema commerciale, ma va tutelata la piccola distribuzione

      Francesco Antonini

        Il sistema commerciale del Friuli-Venezia Giulia ha bisogno di un lifting. E invoca in modo esplicito grandi magazzini innovativi come l’Ikea o un outlet che proponga a prezzi convenienti i prodotti di alcune marche. «In regione – ha spiegato ieri mattina Edi Sommariva della General Planning, la società alla quale l’assessore regionale Enrico Bertossi ha affidato una consulenza strategica in questo settore – siamo ancora nell’epoca dei supermercati, mentre in Veneto e in Emilia Romagna si parla da tempo di ipermercati. Nei centri commerciali ci sono ancora poche attività ludiche, le dimensioni medie degli esercizi sono più basse rispetto ad altre aree. E anche la redditività è medio-bassa».

          Per rilanciare il commercio allora non si potrà che percorrere la strada della modernizzazione. Cioé, piaccia o non piaccia, dell’incremento del peso della grande distribuzione, che potrà salire dall’attuale 38 al 65 per ecnto della quota di mercato. Tutto questo, però, a discapito degli esercizi intermedi e non dei negozi cosiddetti "di vicinato", utilizzati in modo particolare dagli anziani. «Dobbiamo ricordarci – ha spiegato ieri l’assessore Bertossi durante l’esposizione dello studio all’Assemblea delle autonomie locali – che non tutti hanno la possibilità di prendere l’auto e fare 10 o 20 chilometri per andare a fare la grande spesa». Per queste ragioni la General Planning suggerisce alla Regione di non permettere che la quota di mercato coperta dai piccoli negozi scenda sotto il 15 per cento, quando oggi è del 23.

            Sulla base di questi criteri la società di consulenza ha vagliato tutti i progetti di nuovi centri commerciali, fino ad arrivare a un elenco di bocciati, promossi e rimandati. Ma lasciando ovviamente alla politica un ampio margine di discrezionalità nelle situazioni più complesse.Una di queste riguarda il progetto di centro commerciale a Fontanafredda, in provincia di Pordenone. Dove i10 mila metri quadrati di superficie di vendita di prodotti alimentari porterebbero a sforare, e di gran lunga, quel 65 per cento di quota di mercato assegnata alla grande distribuzione (si arriverebbe al 76 per cento con spazi compressi per i piccoli negozi). Diversa la situazione nell’extra-alimentare: i 30 mila metri quadri a Fontanafredda non comporterebbero il superamento della soglia. Ma non è detto che basti un ridimensionamento del progetto per ottenere il via libera: la riduzione delle quote di mercato potrebbe comportare "tagli" alle superfici tali da rendere preferibile la rinuncia all’investimento.

              A conferma della peculiarità di ogni situazione, ben diverso è il caso del mega-progetto diVillesse (62 mila metri quadri): sommato al vicino ipotizzato centro commerciale diGorizia, sfora di poco la percentuale del 65 per cento. Ma Sommariva e Bertossi hanno auspicato a chiare lettere la realizzazione di iniziative innovative e attrattive a Villesse, riferendosi in particolare all’Ikea e al negozio outlet, «una moderna forma di spaccio aziendale», affiancati da qualche migliaia di metri quadri di alimentare richiesti dalla stessa multinazionale svedese dell’arredamento.