Il Frc rivendica gli ordigni

31/07/2002


MERCOLEDÌ, 31 LUGLIO 2002
 
Pagina 8 – Interni
 
Il Frc rivendica gli ordigni
 
"Ci siamo e siamo pronti". Gli inquirenti: risposta all´appello br
 
 
 
I messaggi a un giornale e a una radio Il gruppo ha dimostrato di saper agire L´antiterrorismo: non siamo al buio
Lo slogan degli attentatori è "propaganda armata", tentativo di saldare vecchi terroristi e no global
 
PIERO COLAPRICO

MILANO – Lo slogan dei nuovi terroristi milanesi è «propaganda armata». Questa la novità che emerge dal documento di 12 pagine che rivendica gli attentati a Cisl e Fiat e si può decodificare con un: «Ci siamo anche noi e siamo pronti». Documento autentico, per gli inquirenti. Firma autentica, Fronte Rivoluzionario per il comunismo, già apparso in due attentati del luglio di un anno fa.
Le rivendicazioni sono state mandate per posta prioritaria, partenza dal centro smistamento di Peschiera Borromeo, al quotidiano Il Giorno e a Radiopopolare. Carabinieri, polizia e magistratura sono concordi nell´analisi: «Una risposta alla chiamata alle armi da parte dei fratelli maggiori delle Br-pcc: un´autocandidatura», così dicono gli esperti dell´antiterrorismo. Li incuriosisce molto quella puntualizzazione: negli anni Settanta si parlava di «lotta armata»; tramutabile, nella realtà di oggi, in «propaganda armata». «Gli obiettivi da colpire – si legge ancora – devono … destare scalpore … cioè produrre propaganda, ma al tempo stesso … risultare dirompenti politicamente tra le fila di chi gestisce il consenso operaio (sindacati, Ds, Rc, centri sociali, no global ecc.)».
A giustificare sia il neologismo sia la scelta strategica politicamente antisinistra vengono spese non poche pagine, segno che non tutti i possibili rivoluzionari sono disposti a prendere taniche o, peggio, pistole P 38. Due anche i tributi. Il primo foglio, con una specie di riassunto generale delle intenzioni, si conclude con: «Onore al compagno Carlo Giuliani, morto combattendo durante le giornate di Genova». Poi, nel documento, di Giuliani non si parla più, si citano invece i vecchi irriducibili «ancora oggi nelle galere imperialiste». Aggiungendo che «a loro è dedicato il nostro impegno nel proseguimento della lotta rivoluzionaria».
Il tentativo è esplicito: saldare vecchio e nuovo, no-global e bombaroli. Infatti, «il Fronte rivoluzionario per il comunismo invita tutti i rivoluzionari, tutti gli antagonisti, tutti gli anti capitalisti a unirsi sul terreno dell´organizzazione combattente». Scopo comune sarebbe, stando al documento, colpire «le strutture dei nostri nemici di classe e di quelli nascosti tra le nostre fila».
Parole a parte, il gruppo (i sospetti sono concentrati da tempo su sei persone, alcuni dei quali sarebbero stati allontanati da tempo da Rifondazione comunista) ha sinora dimostrato di saper agire. Nello scorso luglio, piazzò una finta bomba alla Mivar di Abbiategrasso, poi un vero attentato incendiario alla società di lavoro interinale Select Italia, di via Lario, a Milano. Ed è questo che diventa un tasto interessante per Digos e nucleo informativo: perché – sarà un caso, o forse no – la stessa agenzia, mesi dopo, venne presa d´assalto da una dozzina di antagonisti. Non solo: alcuni centri sociali, durante l´ultimo grande corteo a Milano, mandarono sia in video sia in rete il filmato dell´azione. È dunque a loro che si rivolge chi oggi rivendica?
«Non siamo al buio», fanno sapere gli investigatori, anche se dopo gli omicidi dei giuslavoristi D´Antona e Biagi, grandi passi avanti nelle indagini sul complesso e frastagliato fronte del terrorismo non se ne sono visti. Viceversa, la galassia dei movimenti sta presentando, qui e là, tentativi di egemonia. E anche in questo documento, un altro passaggio è molto chiaro: «Contro ogni velleità spontaneista, movimentista, assemblearista, democraticista» viene proposta una «organizzazione», «la realizzazione di una direzione e l´assegnazione di competenze e responsabilità ai singoli militanti», la «semi-clandestinità e l´unione del politico e del militare». Accentratori e sfuggenti: ma la caccia è aperta da tempo.