Il fondo Orlando in campo per Fnac

30/11/2012

Spunta un cavaliere bianco per la catena di negozi Fnac Italia. Il deal dovrebbe concludersi nella mattinata di mercoledì prossimo, con il fondo Orlando Italy Management che subentrerebbe ai francesi della holding Ppr. La notizia è stata comunicata ai sindacati nel corso del Comitato aziendale europeo (Cae). Ieri, in serata, poi i sindacati italiani hanno ricevuto la convocazione aziendale per il 27 novembre alle 15 a Milano. La catena francese di libri e prodotti multimediali è un big player europeo e in Italia conta su 8 grandi negozi, la sede centrale e un magazzino con 600 dipendenti. Dopo la decisione di mettere in vendita la filiale italiana e mesi di silenzio «è un fatto positivo che ora si profili un`evoluzione osserva Ilaria Veronese, segretario nazionale turismo e servizi i Uiltucs – anche se non sappiamo di cosa si tratti. Di fatto le informazione comunicate al Cae sono precise sulla trattativa in corso e sulla sua prossima conclusione. Siamo contenti di ritrovare un interlocutore». Anche Daria Banchieri di Filcams Cgil tira un sospiro di sollievo. Silenzio dal quartier generale di Fnac mentre si sottrae al confronto Enrico Ceccato, partner fondatore con Paolo Scarlatti di Orlando Italy Management, "fondo che, insieme a Bridgepoint, ha assunto il controllo del gruppo Limoni. «Non sono a conoscenza dell`operazione» dichiara Ceccato a II Sole 24 Ore. Lo scivolone della domanda di elettronica di consumo (solo smartphone e tablet alleviano le sofferenze dei commercianti) ha dato un brusco colpo di acceleratore alla crisi latente che affligge le catene nazionali: Eldo ha ceduto u punti vendita a Marco Polo Expert e Darty 20 negozi a Dps Group che controlla Trony. Darty Italia in 7 anni ha perso 82 milioni e Fnac Italia 137 milioni in 12 anni, a cui bisognerà aggiungere un -13,6 milioni a budget per il 2012. E ora? «Il mercato continua a essere debole – conclude Veronese -, ma siamo convinti che non ci sarà nessuno spezzatino di Fnac. Quando verrà il momento discuteremo del piano industriale».