«Il fondo esiste, ma lo gestisce Billè»

06/10/2005
    mercoledì 5 ottobre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 19

    CONFCOMMERCIO – Il presidente dei probiviri, Bruno Bedetti, conferma la presenza di risorse non contabilizzate in bilancio

      «Il fondo esiste, ma lo gestisce Billè»

      «Nessuno conosce l’esatto ammontare: credo si tratti di parecchi milioni di euro»

      Vincenzo Chierchia

      MILANO – «Il fondo del presidente? È sempre esistito, fin dai tempi di Giuseppe Orlando. Sono risorse che il presidente di Confcommercio può gestire in totale autonomia, al di fuori del bilancio ordinario e senza dover dare troppo conto. Come fossero fondi privati. Ma queste cose in una organizzazione grande sono normali, non c’è nulla di male». Parla misurando le parole Bruno Bedetti, 80 anni, presidente dei probiviri di Confcommercio, e conferma le indiscrezioni sui fondi extra bilancio del vertice della Confederazione guidata da Sergio Billè (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Tacciono, invece, Claudio Pasini (Presidente di Manageritalia, l’associazione dei dirigenti del terziario) e Alessandro Baldi, (presidente del Fondo Mario Negri): sarebbe dai fondi di previdenza e assistenza dei manager del terziario, infatti, che arriverebbero risorse a Confcommercio, destinate in parte al fondo del presidente.

      E Bedetti non nasconde una certa apprensione in vista dell’incontro al Quirinale dell’11 ottobre del Consiglio confederale di Confcommercio. «I magistrati – dice – sono al lavoro, ma sono sicuro che la Procura di Milano saprà fare piena luce su tutto. Confcommercio è nel mirino, ma non abbiamo nulla da nascondere. Finora i probiviri non sono stati interessati da denunce su illeciti. Qualche esposto è stato fatto, ma su questioni contabili e indirizzato ai revisori dei conti».

      Bedetti ricostruisce poi la struttura del "fondo". «Si tratta di risorse che il vertice Confcommercio può amministrare per scopi che vanno al di là della gestione ordinaria – aggiunge -. Non conosco l’esatto ammontare e non so da dove arrivino i soldi, ma credo che si tratti di parecchi milioni. È come fosse un fondo personale di cui viene solitamente messo al corrente l’ufficio di presidenza. L’esistenza del fondo è nota, ma nessun altro ne sa di più. Non credo a comportamenti anomali, e di immobili non so nulla».

      Poi Bedetti ricorda quello che avvenne tra il 1993 e il 1994, quando il presidente di Confcommercio di allora, Francesco Colucci, fu indagato. «Anche in quel caso c’erano di mezzo il fondo del presidente – sottolinea – e la compravendita della nuova sede dell’organizzazione. Ma venne fuori l’assenza di abusi. Anche questa volta si chiarirà tutto.

      L’immobiliarista Stefano Ricucci, poi, in Confcommercio non l’ho mai visto». Per Bedetti però l’investimento in Rcs ha avuto una sua motivazione: «Non capisco – dice – perché dobbiamo rimanere lontani da un grande gruppo editoriale come Rcs. Una volta anche noi avevamo un giornale. Confcommercio non può stare fuori dalla platea dell’informazione, vogliamo contare come gli altri».

      Billè, intanto, affida la difesa a un comunicato: «Tutte le iniziative da me fino ad ora intraprese, in base a poteri conferitimi da precise delibere degli organi statutari della Confederazione – afferma -, sono state sempre e solo finalizzate al consolidamento e al rafforzamento del patrimonio di Confcommercio. E si è trattato di iniziative che non solo sono state assunte nel pieno rispetto di queste delibere, ma anche nella piena osservanza di ogni norma di legge».