Il fondo del terziario investe 228 milioni in formazione

19/06/2007
    martedì 19 giugno 2007

    Pagina 21 – Economia e imprese

    Lavoro – Coinvolte 3mila aziende, il 70% sono Pmi

      Il fondo del terziario investe
      228 milioni in formazione

        Serena Uccello

        MILANO

        Oltre 228 milioni di euro destinati al finanziamento di piani formativi, 94mila aziende del terziario coinvolte per più di 1,5 milioni di lavoratori dipendenti. A sei anni dalla sua nascita (luglio 2001) Fort.Te., il fondo interprofessionale nazionale per la formazione continua sottoscritto da Confcommercio, Abi, Ania, Confetra e Cgil, Cisl e Uil, traccia un primo bilancio. Emerge così che dei 247 milioni raccolti, 46 milioni sono i fondi assegnati per la fase di start-up dal ministro del Lavoro, il resto deriva dallo 0,30 per cento del monte salari dei dipendenti ed è stato accantonato tra il 2004 e il 2006.

        In totale alla formazione sono già stati assegnati 228 milioni, di cui quasi 132 milioni relativi ai primi tre avvisi: due già conclusi, mentre il terzo che vale 38 milioni di euro scadrà a luglio. Ma non solo altri due avvisi sono stati pubblicati all’inizio di quest’anno, uno a gennaio per un valore di 54,9 milioni di euro e l’altro a febbraio per 3,8 milioni.

        Il risultato è che finora sono stati organizzati mille piani formativi che hanno coinvolto quasi 3mila aziende eoltre 360 mila dipendenti (il 51% donne). Di queste 3mila imprese, quasi il 70% ha meno di 50 dipendenti. Un risultato questo che conferma da un lato l’interesse di queste aziende alla formazione, dall’altro la capacità delle organizzazioni datoriali e sindacali di coinvolgere le piccole imprese nella realizzazione di piani di formazione territoriale e settoriale.

        Sul fronte dei lavoratori i due terzi delle persone interessate dalla formazione hanno tra i 26 e i 45 anni, in particolare il 34% ha meno di 35 anni. Centrato, dunque, l’obiettivo di valorizzare tra le tante, le componenti del capitale umano più decisive per la crescita. I piani formativi inoltre, oltre che con i contributi di For.Te., sono stati cofinanziati per il 56% da risorse private: a sottolineare un significativo impatto sulla capacità di investimento privato nella formazione.

        «A questo punto – ha spiegato Sergio Rebecca, presidente del Fondo – possiamo affermare di aver svolto un buon lavoro e di aver contribuito con il nostro impegno a diffondere una maggiore sensibilità ed attenzione verso percorsi formativi ormai indisensabili. Siamo, del resto, convinti, che solo trasformando la formazione continua in una vera e propria leva a sostegno del mercato del lavoro si possano vincere le sfide che dobbiamo affrontare come sistema economico e sociale»