Il Fisco ha dribblato la crisi

15/03/2010

L’Italia chiude il 2009 meglio di Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, nell’incasso delle entrate tributarie. Il gettito ha registrato crolli che superano il 17% per questi paesi, e arrivano addirittura al 19% per l’Irlanda, mentre l’Italia si è fermata a un -3,3%. Così dice un documento del ministero dell’Economia che mette a confronto i risultati di sette paesi europei (Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna). E l’Italia è quello nel quale la crisi ha pesato meno sul fisco.
Nel documento del Mef si precisa che i dati sono il risultato dell’analisi dei bollettini mensili diffusi dai vari paesi, tuttavia si sottolinea che non sono stati oggetto di alcuna operazione di riclassificazione, che sarebbe in realtà necessaria per effettuare confronti su valori assoluti o su specifiche fattispecie impositive. Nella classifica complessiva, dopo il primo posto dell’Irlanda (-19%) e il secondo posto della Francia (-17,6%), si posizionano Spagna (-17%), Portogallo (-13,9%), Regno Unito (-9,5%), Germania (-5,9%) e Italia (-3,3%).
Nel documento viene effettuato un focus sulle entrate derivanti dall’Iva, da cui emerge che la Germania è l’unico paese ad avere un tasso di variazione del gettito positivo rispetto al 2008 (+0,6%). Tra gli altri paesi la Francia segna la minore contrazione del gettito (-5,6%), mentre la Spagna registra la maggiore (-30,1%); Irlanda (-20,6%) e Portogallo (-18,9%) mostrano consistenti contrazioni. Per l’Italia la riduzione è del 7%, mentre per il Portogallo la riduzione è del 18,9% Nel documento viene inoltre effettuata un’analisi su quattro paesi (Francia, Germania, Portogallo e Spagna) in cui si evidenziano i principali fattori che hanno portato ai risultati dello scorso anno. Si parte dalla Francia, in cui il calo è attribuito «oltre che al minor gettito dell’imposta sui redditi delle società (-20,8%) ed a quello dell’imposta sul valore aggiunto (-5,6%), per complessivi 22,7 miliardi di euro, anche alla crescita dei rimborsi e dei crediti dell’imposta sui redditi delle società (+15,3 miliardi di euro rispetto al 2008).
Per quanto riguarda la Germania l’introduzione dei benefici per i figli a carico ha contribuito alla riduzione del gettito, ma in assenza di ’child-benefit’, con un mercato del lavoro sorprendentemente stabile, la contrazione del gettito sarebbe stata pari a -2,4%. Il risultato complessivo dell’anno, che ha come termine di paragone un 2008 particolarmente debole, è il peggiore dal 2003. Nel caso del Portogallo, al netto degli effetti delle misure di politica economica introdotte nel 2009, le più importanti delle quali hanno favorito la crescita dei rimborsi di imposta e portato l’aliquota Iva ordinaria dal 21% al 20%, il tasso di variazione del gettito tributario del 2009 sarebbe stato pari a -9,8%. Questo risultato, si sottolinea, è anche una conferma degli effetti positivi della lotta alla frode e all’evasione fiscale nonchè del buon andamento dell’attività di riscossione. Il gettito tributario della Spagna nel 2009 ammonta a 144 miliardi di euro, 29,4 in meno rispetto all’anno precedente. L’effetto delle modifiche normative, il cui costo ammonta a 7,1 miliardi, e l’incidenza della crisi economica mondiale sono i fattori che spiegano il crollo del gettito.
Nonostante le principali imposte presentino dei tassi di variazione negativi, in particolare l’Iva (-30,1%) e l’Imposta sui redditi prodotti dalle società (-26,1%), si evidenzia che nell’ultimo trimestre dell’anno la discesa dei tassi di variazione è molto rallentata. Il costo delle modifiche normative introdotte in corso d’anno rappresenta lo 0,68% del Pil previsto per il 2009 e spiega 4,1 dei 17,0 punti percentuali di caduta del gettito 2009
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