Il fatturato perde quota

21/04/2005
    giovedì 21 aprile 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 17

      INDUSTRIA • L’Istat a febbraio ha rilevato il primo calo da luglio 2004 (0,2%)
      Il fatturato perde quota
      In recupero gli ordinativi trainati dalla domanda dai mercati esteri
      Gli analisti: le imprese riducono le scorte
      Sindacati in allarme
      Prezzi alimentari in risalita a maggio nei supermercati

        VINCENZO CHIERCHIA

          MILANO • L’industria italiana resta complessivamente in affanno— qualche nota positiva arriva dal fronte degli ordinativi, soprattutto esteri, nonostante l’euro forte sul dollaro — mentre riaffiorano tensioni sui prezzi dei prodotti alimentari.

          Fatturato e ordinativi. In febbraio l’Istat ha registrato una flessione tendenziale dello 0,2% per il fatturato dell’industria (1,7% sul mercato interno e + 4% sull’estero): si tratta del primo calo dal luglio del 2004.
          A livello congiuntura l l’Istat ha rilevato una flessione dell’ 1,3% rispetto a gennaio, frutto di un calo del 2% del fatturato sul mercato domestico e di un aumento dello 0,3% sull’estero.
          Il bilancio dei primi due mesi del 2005 registra per il fatturato un incremento cumulato tendenziale dell’1,1% (+ 0,2% in Italia e + 3,1% sui mercati esteri).

          Migliore lo scenario degli ordinativi. A febbraio l’aumento tendenziale è risultato pari al 3,2% (+ 1,8% in Italia e + 7,7% sui mercati esteri). Si tratta del quarto aumento globale consecutivo: gli ordinativi dall’estero sono in incremento da 13 mesi. Rispetto a gennaio l’Istat ha registrato un incremento congiunturale dello 0,7% ( 0,1% sul mercato interno e + 2,6% su quelli esteri).

          Il consuntivo del primo bimestre segna un aumento del 3,2% complessivo per gli ordinativi (+ 1,8% sul mercato interno, + 6,7% sull’estero).

          Per quanto riguarda i settori le flessioni del fatturato più elevate hanno interessato l’estrazione di minerali ( 63%), i mezzi di trasporto ( 4,6%), il tessile abbigliamento ( 8,1%), gli autoveicoli ( 8,2%). In crescita i ricavi di raffinerie (+ 11%), chimica (+ 7,6%) e prodotti in metallo (+ 6,5%).

          In caduta gli ordinativi per tessile abbigliamento (10,3%), mezzi di trasporto (12,1%), autoveicoli (1,9%), carta (4,1%) e mobili (4,2%). In recupero chimica (+ 8%), apparecchi elettrici (+ 46,2%) e prodotti in metallo (+ 5,8%).

          « A febbraio, in volume, la contrazione delle vendite delle industrie è stata quasi del 5% » sottolinea Valentina Ferraris, economista dell’istituto ref. « Le imprese — aggiunge — soddisfano la domanda con le scorte » .

          I sindacati hanno rinnovato l’appello per una svolta radicale della politica economica: « L’Italia è in piena recessione » ricordano alla Cgil.

          Prezzi in ripresa.
          L’Unioncamere rilancia intanto l’allarme sui prezzi alimentari, con particolare riguardo a quelli praticati all’ingrosso alle catene della grande distribuzione.

          « Nel bimestre febbraio marzo i prezzi alla produzione alimentari hanno messo a segno un progresso dell’ 1,7% — rileva uno studio — con ritocchi che interessano tutte le filiere; la tendenza al recupero sembra destinata a confermarsi anche nei prossimi mesi » .

          Le previsioni effettuate in ambito Unioncamere stimano rincari su base annua nell’ordine del 5,8% per le carni nel mese di maggio 2005, del 4,2% per gli insaccati, del 3,1% per oli e grassi e del 3,4% per lo scatolame.

            In calo invece latte e derivati ( 0,8%) e i derivati dei cereali ( 1,5%). Sostanzialmente stabile l’andamento atteso per le bevande ( 0,3%).
            Unioncamere prevede infine tensioni sulle tariffe, nei prossimi mesi, sia locali sia nazionali.