Rassegna Stampa

Il Fatto Quotidiano – Bocciato l’appalto legale da 23 milioni

27/06/2017

LA SENTENZA Centrale acquisti II Consiglio di Stato censura la gara sulle consulenze: vinse Ernst&Young Un altro guaio per Consip. Dopo che una serie di grosse gare, da quella sull’Fm4 per la gestione degli uffici pubblici di tutta Italia a quella sulla pulizia nelle scuole, sono finite sotto inchiesta e dopo che una settimana fa il cda ha presentato le dimissioni, un altro maxi-bando, quello sui servizi di advisory e consulenze legali, viene “bocciato” dal Consiglio di Stato per violazione dei “limiti di concorrenza”. I requisiti economici di ingresso fissati nel bando erano infatti così elevati da restringere “la platea dei concorrenti a un numero limitatissimo”, provocando un “effetto di sbarramento del mercato”. Inoltre servizi fra loro eterogenei sono stati accorpati in un “macro-lotto di ben 23 milioni di euro” anziché essere frazionati. Se li era aggiudicati Ernst & Young che li ha affidati a un unico studio legale scelto dalla stessa società multinazionale. LA CAUSA è nata dal ricorso di un avvocato specializzato in diritto civile e dei contratti pubblici, Filippo Calcioli che, difeso dal legale Gianluigi Pellegrino, ha impugnato ilbando.AlTar delLa- zio non l’aveva spuntata. Il Consiglio di Stato invece gli ha dato ragione. La sentenza, spiega lo stesso avvocato Pellegrino, ha l’effetto di annullare il maxi-bando ed “è una decisa bocciatura dell’operato di Consip riguardo al rispetto della concorrenza”. Consip, difesa dall’avvocato Alberto Bianchi che e anche presidente della fondazione renziana Open, è stata condannata anche al pagamento delle spese legali. In primo grado il Tar aveva ritenuto che Calcioli non avesse titolo per fare ricorso perché non aveva partecipato alla gara. Ma il Consiglio di Stato non ha ritenuto valida questa motivazione e, anzi, ha stabilito che il bando stesso “genera una lesione” per chi vorrebbe partecipare alla gara “ma non può farlo a causa della barriere all’ingresso”. Il bando richiedeva infatti un fatturato globale non inferiore a 20 milioni di euro; un fatturato specifico in ambito procurement di almeno tre milioni; e un fatturato per servizi legali nel diritto amministrativo non inferiore ai due milioni di euro. Un livello “patente- mente eccessivo”, sottolineano i giudici. NON A CASO hanno risposto al bando “solo tre raggruppamenti concorrenti, cui partecipano ditte preminenti – anche per associazioni e integrazioni a livelli mondiali – nei settori delle valutazioni contabili, della fiscalità, delle transazioni commerciali, della consulenza gestionale strategica”. Non solo. Le prestazioni messe a gara riguardano “attività professionali e imprenditoriali contenutisticamente diverse fra loro, eterogenee e reciprocamente autonome”. Consip, anziché dividere il bando in più lotti in funzione delle diverse tipologie, ha accorpato tutto in una gara unica da 23 milioni di euro “in danno dei principi della concorrenza”.