Il Dpef scopre le carte su tagli e riforme

18/06/2002





Oggi il Governo incontra le parti sociali per illustrare le linee di politica economica – Tremonti: sarà una manovra di rigore e sviluppo
Il Dpef scopre le carte su tagli e riforme
Nel mirino soprattutto la sanità, confermata l’ipotesi dei ticket sui farmaci –
Siniscalco: «Attediamo i risultati dell’autotassazione»
ROMA – Il Governo comincia questa sera a scoprire le prime carte sul Dpef. Prima ai rappresentanti dei Regioni, Province e Comuni, poi alle parti sociali, verrà presentato a Palazzo Chigi un primo quadro degli intendimenti programmatici per il prossimo quadriennio. Un incontro preceduto ieri sera da un vertice interministeriale in cui è stata messa a punto soprattutto la "regìa" del vertice odierno. Difficilmente già questa sera il Governo illustrerà le grandi cifre del Dpef. «Non daremo i numeri, perchè il confronto non è sulle cifre ma sulle politiche», ha precisato il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi. L’incertezza deriva non solo dal quadro macroeconomico di riferimento (la crescita in primo luogo), ma anche dalla necessità di acquisire per tempo tutti i dati utili per formulare previsioni attendibili. Tra questi il gettito dell’autotassazione, che – come ha ricordato il direttore generale del Tesoro, Domenico Siniscalco – saranno disponibili solo a partire dal 23 giugno. Per l’anno in corso la previsione iniziale di crescita era del 2,3 per cento. Ma già nell’aggiornamento del Programma di stabilità inviato in novembre a Bruxelles si ipotizzava uno scenario ben più pessimistico (1,2%). La tesi più accreditata al momento è che nel Dpef sia indicata una forchetta (1,4-1,7%), fatta salva poi la possibilità di rivedere ulteriormente tale stima in settembre. Ne consegue che sarà ritoccata anche la previsione per l’indebitamento netto: dallo 0,5% ipotizzato finora all’1% o qualcosa in più, fermo restando l’intendimento a ribadire per il prossimo anno l’obiettivo del pareggio di bilancio. Quello che ha imboccato il Governo – lo ha ammesso lo stesso Siniscalco – è un «sentiero strettissimo, perché si tratta di risanare i conti pubblici e al tempo stesso fare le riforme». Pende sull’equilibrio della finanza pubblica l’andamento fortemente fuori linea della spesa sanitaria, che ha provocato la settimana scorsa il secco intervento del ministro Tremonti con le due lettere inviate al presidente della Corte dei Conti, Francesco Staderini, e al Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Si rafforza sempre di più l’ipotesi di reintrodurre i ticket sui medicinali, magari graduati in funzione del reddito. Per il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, occorre poi ripensare la rete dei servizi ospedalieri, «che da soli assorbono il 50% delle risorse». Ma il ministro pensa anche a soluzioni quali «le mutue, le casse, modelli presenti in varie parti del mondo, da studiare a fondo». Sull’altro fronte caldo, la previdenza, la parola d’ordine è cautela. Non vi sarà alcuna manovra del Governo «per la riduzione o l’eliminazione delle pensioni di anzianità», ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Piuttosto si interverrà sul Tfr, «per smobilizzare 12 miliardi di euro che serviranno a far nascere il secondo pilastro previdenziale che si affiancherà a quello pubblico». È probabile dunque che il Governo questa sera si limiterà a illustrare il percorso delle riforme che intende mettere in cantiere dal prossimo anno. Per gli ammortizzatori sociali, non saranno indicate le cifre dello stanziamento, ma l’impianto della riforma. Così per la riforma fiscale. Tremonti illustrerà le grandi linee del primo modulo dell’Irpef, che scatterà dal prossimo 1° gennaio a beneficio dei redditi medio-bassi. Confermato anche il concordato preventivo triennale per le piccole e medie imprese, collegato agli studi di settore. «La nostra – ha precisato il ministro dell’Economia – sarà una Finanziaria di rigore e sviluppo, senza provvedimenti drammatici. Dobbiamo contenere le dinamiche di crescita della spesa pubblica. Ci stiamo lavorando da mesi e daremo le prime evidenze nel Dpef». In ogni caso, per Tremonti, l’avvio della riforma fiscale «non è compromesso dalla mancata ripresa del ciclo economico». L’entità finanziaria del primo modulo dell’Irpef è confermata in circa 5 miliardi di euro (si veda «Il Sole-24Ore» del 16 giugno) destinati agli scaglioni più bassi, mentre la nuova previsione della crescita 2003 sarebbe del 2,8%, contro il precedente 3 per cento.

Dino Pesole

Martedí 18 Giugno 2002