Il Dpef non piace ai sindacati “Troppo bassa l´inflazione”

17/07/2002


MERCOLEDÌ, 17 LUGLIO 2002
 
Pagina 37 – Economia
 
Cgil, Cisl e Uil contro il tasso programmato dell´1,4% nel 2003. Per le pensioni minime tutto slitta a settembre
 
Il Dpef non piace ai sindacati "Troppo bassa l´inflazione"
 
 
Fumata nera anche per il negoziato sul sommerso: si ritenterà il 24 luglio
 
VITTORIA SIVO

ROMA – I sindacati puntano i piedi su inflazione, pensioni minime e sommerso. Sul primo tema, tanto Sergio Cofferati quanto Savino Pezzotta, in audizione ieri alla Camera, hanno detto che il tasso d´inflazione dell´1,4% previsto dal governo per il 2003 è troppo basso. "Del tutto irrealistico", lo ha definito il leader della Cgil, mentre il responsabile della Cisl ha avvertito: "La moderazione salariale non può essere un dogma". Sindacati insoddisfatti anche sulle soluzioni che si andavano profilando per pensioni minime e sommerso. Risultato: slitta a settembre la verifica sulle pensioni, e al 24 luglio il negoziato sulla lotta al lavoro nero. Resta quindi aperto sia il problema di come allargare la platea dei pensionati con diritto all´aumento della pensione a 516 euro al mese, sia la questione dei correttivi per rendere più efficaci le norme per l´emersione del lavoro sommerso.
Su quest´ultimo tema l´accordo fra imprenditori e sindacati sembrava a portata di mano, tanto da rendere plausibile che ieri stesso ci sarebbe stata la firma di un avviso comune delle parti sociali, con l´impegno del governo a trasferirlo in una nuova legge, correttiva e integrativa di quella sul sommerso varata un anno fa con risultati modesti. Ma i sindacati, e particolarmente la Cgil, non hanno gradito che una bozza di intesa circolasse già da lunedì e che la Confindustria desse per imminente un accordo su quelle basi (estensione da 3 a 5 anni delle agevolazioni contributive per chi si mette in regola, allungamento fino a 10 anni del periodo pregresso per sanare le irregolarità contributive, estensione dei programmi di emersione agli immigrati). Così dopo una riunione tecnica avvenuta in mattinata le tre Confederazioni hanno chiesto al governo un rinvio di otto giorni e hanno disertato il secondo incontro in programma con gli imprenditori.
Nel frattempo l´intero fronte dei datori di lavoro, da Confidustria a Confcommercio, ha raggiunto una posizione univoca sulle modifiche da apportare alle norme anti-sommerso. «Siamo vicini al risultato e speriamo di arrivare presto all´avviso comune, già dal 24 luglio» ha detto il direttore generale Stefano Parisi. Viceversa i sindacati frenano: per la Cgil la bozza discussa fin qui «non va bene», per la Uil ci vuole più tempo, idem per la Cisl che tuttavia sottolinea i « notevoli passi avanti» compiuti per definire l´avviso comune sul sommerso.
Pesanti critiche dei sindacati anche sul capitolo pensioni minime. Ad irritare i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil è stato in questo caso il fatto che ieri all´incontro non sia intervenuto il ministro Roberto Maroni, ma i sottosegretari Brambilla e Sestini, e che questi ultimi non abbiano presentato dati definitivi su quanti pensionati abbiano in effetti beneficiato dell´aumento e a quanto ammontino i fondi ancora da utilizzare. In attesa di cifre esatte disponibili dopo metà settembre, Brambilla ha fornito delle proiezioni secondo cui a sei mesi dalla legge sarebbero stati spesi circa 3.140 miliardi di vecchie lire (sui 4.200 miliardi stanziati) per un totale di 1 milione e 800 mila beneficiari. Cifre che i sindacati hanno liquidato come «gonfiate»; quindi l´incontro di ieri è stato definito inutile e da rinviare. Restano valide tuttavia le ipotesi studiate per redistribuire i 500-700 milioni di euro non utilizzati: abbassare da 70 a 65 anni l´età per avere diritto all´aumento, elevare il reddito di coppia, togliere il limite di età agli invalidi totali (ora a 60 anni).
Un quadro dettagliato della spesa pensionistica è stato fornito dall´Istat: nel 2001 sono state erogate 22,2 milioni di pensioni, con una spesa totale di 182 miliardi di euro (+4,8 sul 2000) e con un importo medio annuo di 8.200 euro.