Il Dpef non convince nemmeno i funzionari

22/07/2002

sabato 20 luglio 2002

Sul documento, in aula la prossima settimana, le perplessità dei Servizi bilancio di Camera e Senato. Nel mirino, le modalità di reperimento delle risorse

Il Dpef non convince nemmeno i funzionari
mibtel
Nedo Canetti

ROMA La prossima settimana il Dpef sarà all’esame delle aule di Montecitorio
e Palazzo Madama. Il passaggio dalle commissioni alle assemblee è stato
ieri contrassegnato da robuste bacchettate dei Servizi bilancio di entrambi i
rami del Parlamento. Forti sono le perplessità che i tecnici esprimono su varie
parti del documento. Dalle analisi si evince che le coperture non ci sono
proprio, nonostante quanto vanno dicendo, Giulio Tremonti e i suoi sottosegretari.
Si rileva , infatti, che «a fronte della rilevante entità degli impegni finanziari
connessi al conseguimento degli obiettivi programmatici, va evidenziata
l’insufficienza delle indicazioni del Dpef circa l’ammontare e le modalità
di reperimento delle risorse necessarie».
L’analisi ricorda, a questo proposito, che oltre agli obiettivi indicati sul
fronte dei conti pubblici, il governo ha preso una serie di impegni, che com
portano, comunque oneri di bilancio.
Sarà perciò molto difficile poterli mantenere. Tra questi «la delega previdenziale»,
attualmente all’esame della Camera che contiene «un sostanziale sgravio
contributivo» fino a cinque punti per i neo assunti. Una misura, ricordiamo,
contro la quale si sono battuti i sindacati, in maniera unitaria e che la
Cgil continua ad indicare come uno dei bersagli dello sciopero generale
dell’autunno. Ma anche le misure contenuto nel cosiddetto «Patto per l’Italia»
finiscono nel mirino dei Servizi bilancio.
Si ricorda che l’accordo del luglio «prospetta interventi di tipo strutturale, volti
ad ottenere maggiore flessibilità, prevedendo anche misure a carattere oneroso,
quali la riforma degli ammortizzatori sociali ed in particolare l’aumento
dell’indennità di disoccupazione». Ci sono le coperture? E ancora. La riforma
dei cicli scolastici che prevede oneri per la finanza pubblica, la cui quantificazione
e copertura non viene indicata ma rinviata alla finanziaria (sarà per questo che
Letizia Moratti ed il governo hanno rinunciato ad approvarla prima della pausa
estiva, rimandando tutto all’autunno e l’applicazione della riforma all’anno
scolastico 2003-2004).
In linea generale, i tecnici sostengono come sia «essenziale che il Dpef svolga
il compito di informare il Parlamento e l’opinione pubblica sugli obiettivi
programmatici perseguiti dal governo». «Tale informazione deve essere
corredata .- aggiungono – da tutti i dati e gli elementi che dimostrino che gli
obiettivi sono effettivamente perseguibili, precisando in quali tempi, con quali
risorse, con quale impatto sui conti pubblici». Non si dice in maniera esplicita
ma è fin troppo palese da queste osservazioni, suffragate dai dati che ricordavamo
prima, che i servizi bilancio hanno forti dubbi che il governo, attraverso il Dpef,
fornisca effettivamente queste informazioni.
A questo proposito, viene messa sotto i riflettori la grande questione della
riduzione del debito. Nel documento si segnala che «le risorse complessive
per conseguire l’obiettivo di indebita mento del 2003 ammontano a poco
meno di 11 miliardi di euro» mentre «quelle necessarie a conseguire l’obiettivo
di riduzione del rapporto debito-Pil per il medesimo anno ammontano a
56 miliardi di euro». Per colmare la differenza, il governo si attende un contributo
significativo (sappiamo quanto aleatorio) dal programma di privatizzazioni
e dismissioni, dal quale pensa di poter ricavare 20 miliardi di euro.
Ammesso che ci riuscisse, ma molti ne dubitano a diversi livello, compreso quello
europeo, resterebbe comunque una differenza contabile di circa 25 miliardi
di euro che, per i tecnici «non è chiaro come possa essere colmata da politiche
di gestione attiva». Ergo, manovre, ben più robuste di quella annunciata, sono
alle viste. Tutto è in forse, par di capire.
L’indebitamento allo 0,8% per il 2003 e allo 0,3% per il 2004; la riduzione di
10 punti entro il 2004 del rapporto debito pubblico-Pil, la riduzione della
pressione fiscale di 2,6 punti entro il 2006. Il governo informa poco e male
Parlamento e cittadini. Ci penserà l’opposizione a colmare la lacuna.
Aprirà, a partire da martedi, uno «Piazza della Rotonda (Pantheon) a Roma,
per rispondere alle domande dei cittadini su lavoro, salute, fisco, scuola, pensioni,
sicurezza. I capigruppo dell’Ulivo incontreranno cittadini e giornalisti.
Mercoledi, Giuliano Amato terrà una conferenza-stampa».