Il Dpef? Cita Platone e fissa il deficit al 2,5%

28/06/2007
    giovedì 28 giugno 2007

      Pagina 11 – Primo Piano

      OGGI IL DOCUMENTO

        Il Dpef? Cita Platone
        e fissa il deficit al 2,5%

          Mario Sensini

          ROMA — Deficit 2007 al 2,5% del prodotto interno lordo, e in discesa al 2,2% nel 2008 senza alcuna manovra correttiva, con il pareggio di bilancio spostato dal 2010 al 2011. Crescita dell’economia al 2% quest’anno e in leggero calo nel 2008 e nel 2009. Poi la conferma dell’impegno al mantenimento dei vincoli europei, ma anche alla riduzione della pressione fiscale nel corso della legislatura, grazie alla lotta all’evasione. Cosa che, nell’immediato, cioè nel 2008, si tradurrà anche con l’aumento degli sgravi Ici sulla casa, da modulare in funzione delle disponibilità finanziarie.

          Della trattativa estenuante sulle pensioni il nuovo Documento di Programmazione che oggi il ministro dell’Economia presenterà al Consiglio dei Ministri, non parla.

          Ma è come se lo facesse, perché la citazione scelta quest’anno da Tommaso Padoa-Schioppa per aprire il Documento, un brano di Platone tratto dalle Leggi, può benissimo essere letta anche in quella chiave. «E’ difficile sapere che è necessario per un’autentica arte politica prendersi cura non dell’interesse privato, ma di quello pubblico — infatti l’interesse comune lega insieme le città, quello privato le dilania —, e capire che l’interesse comune, se è ben stabilito, è utile tanto all’interesse comune quanto a quello privato; ad ambedue, in sostanza, molto più di quello privato » si legge nella terza pagina del nuovo Dpef.

          Difficile non leggervi anche un riferimento indiretto al negoziato sulla riforma previdenziale, che il ministro dell’Economia ha sempre ritenuto necessaria molto più per risolvere i problemi dei giovani, che rischiano di non avere pensioni dignitose, che non quelli di chi alla pensione c’è già arrivato, o ci sta arrivando. La prevalenza dell’interesse generale rispetto a quello particolare, del resto, è un concetto che Padoa-Schioppa richiama sempre per spiegare le decisioni più difficili o contrastate, come furono a loro tempo le liberalizzazioni. Che sec ondo il Dpef, continueranno anche nei prossimi anni a ritmo serrato.

          L’enfasi del nuovo Documento è tutta sulla crescita, l’equità sociale e l’ambiente, non più sul risanamento dei conti, che resta comunque «un vincolo». Nel Documento di 140 pagine, consegnato ieri a tarda sera a tutti i ministri, si prevedono incentivi per il risparmio energetico e investimenti nelle energie alternative e nella costruzione di nuovi rigassificatori. Si conferma, poi, il riesame di tutta la spesa pubblica. «Bisogna spendere meglio» sottolinea Padoa- Schioppa, ricordando che nuovi margini di spesa potranno arrivare dalla razionalizzazione di quella esistente, e mai da nuove tasse.