Il Dpef approda in Parlamento

22/07/2003

martedì 22 luglio 2003 
 
Pagina 29 – Economia
 
 
Alemanno: una sola risoluzione della maggioranza.
Maroni: d´amore e d´accordo con il ministro del Tesoro
Il Dpef approda in Parlamento
Tremonti inaugura le audizioni. Oggi il giudizio dell´Fmi

          ROMA – Il Documento di programmazione debutta in Parlamento, mentre pensioni e tavoli di «dialogo» con i sindacati continuano ad agitare le acque della maggioranza. Oggi ad illustrare il Dpef 2004-2007 di fronte alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sarà il ministro dell´Economia Giulio Tremonti. Contestualmente le commissioni cominceranno ad esprimere i primi pareri, poi le altre audizioni tecniche a partire all´Istat fino alla chiusura in grande stile giovedì con l´intervento del governatore della Banca d´Italia Fazio. Oggi si attende anche un´altra pagella: è la lettera che fa il consuntivo dell´ispezione del Fondo monetario internazionale a Roma, che ha visto impegnato per due settimane il team guidato da Carlo Cottarelli: il Dpef non potrà non rientrare nelle valutazioni che gli economisti del Fmi consegneranno a Tremonti.
          Sul piano parlamentare gli occhi sono puntati anche sulla risoluzione che adotterà la maggioranza: il ministro per le Politiche Agricole Alemanno, che sta gestendo questa fase di politica economica per An, ha auspicato una «risoluzione unica» della Cdl. Molto probabilmente il testo ricalcherà l´ultimo capitolo del Dpef, cioè l´«Accordo per riforme, competitività, sviluppo ed equilibro finanziaria», che è stato scritto dopo il tormentato accordo politico della settimana scorsa.
          Ma è proprio il percorso a tappe che porterà dal Dpef alla Finanziaria 2004 a catturare l´attenzione: sulla strada ci sono i famosi nove tavoli che Alemanno (e, come lui, il ministro Buttiglione) vorrebbe ridurre ad uno, sotto la sua regia; mentre il ministro del Welfare Maroni parla di «una serie di incontri in preparazione della Finanziaria» e boccia l´idea del «mega-tavolo». «Fare un unico tavolo – ha spiegato Maroni richiamando il Dpef – in cui parlare di dieci argomenti diversi significa non fare nulla di concreto e prendere in giro quelli che vengono, è meglio così fare più tavoli tecnici».

          Maroni, che ha detto di andare «d´amore e d´accordo» con Tremonti, è tornato a parlare di pensioni: «Prima di arrivare a mettere mano alle pensioni di anzianità – ha detto – bisognerà ridurre delle situazioni di privilegio che sono molto costose e molto diffuse». La strada che si profila, come è noto, passa per i dipendenti pubblici e i fondi speciali, tutto sarà sul tavolo della riforma del Welfare per confluire, secondo Maroni, nella delega pensionistica. Sulle pensioni Buttiglione ha comunque invitato a riaprire il dialogo con le opposizioni, mentre La Loggia ha avvertito che «senza accordo la soluzione sarà rinviata».
          Mentre la maggioranza è impegnata per arrivare ad una posizione univoca nell´opposizione ci si prepara a dare battaglia. Mario Lettieri (Margherita) ieri ha lanciato un appello al centrosinistra: «Le previste audizioni presso le commissioni parlamentari sul Dpef – ha detto – non devono essere il solito rito ma devono diventare l´occasione vera per definire le scelte prioritarie cui vincolare il governo per il prossimo triennio».
          (r.p.)