Il doppio avviso di sangalli: tasse giù, puntiamo sul terziario

17/06/2010

Carlo Sangalli ha saputo tenere il punto. Nella relazione che ha letto in apertura dell’assemblea nazionale della Confcommercio il presidente ha ribadito con forza la necessità di riformare il fisco, argomentando la sua richiesta con le stime sulla pressione tributaria, ormai arrivata al 52%. Si faccia, dunque, la manovra di correzione dei conti pubblici ma non si dimentichi che la via maestra per tornare a crescere passa necessariamente dalla riduzione delle tasse. Sangalli ha aggiunto subito dopo che considera il redditometro e gli studi di settore come strumenti preziosi per combattere l’evasione, così come sicuramente può esserlo il ricorso alla tracciabilità dei pagamenti. Il bi-presidente Sangalli (oltre a Confcommercio guida anche la neonata Rete Imprese Italia) ha scandito davanti al premier Silvio Berlusconi anche un’altra verità scomoda: l’Italia non ha una politica per il terziario. Né pare avvertire l’urgenza di dotarsene.
Anche il Censis non si stanca di ripeterlo ma evidentemente la crisi ci ha fatto diventare sordi e la politica — anche quella che pare più arrembante— mastica più di manifatturiero che di servizi. Eppure le migliori chance di contrasto alla disoccupazione passeranno nei prossimi anni proprio dal terziario. E l’esempio portato da Sangalli— la filiera dell’agroalimentare — è quello giusto. Non basta produrre delle cose buonissime, non è sufficiente magnificare il gusto italiano, bisogna essere in grado di venderle tempestivamente sui mercati di tutto il mondo e per farlo ci vuole tanta innovazione tecnologica, organizzativa e logistica.
Archiviate le assemblee di Confartigianato e Confcommercio che hanno assorbito molte energie, ricomincia questa mattina con la riunione dell’ufficio di presidenza il cammino di Rete Imprese Italia, l’ex patto di Capranica. Nel primo mese di vita ha saputo proporsi come una «forza tranquilla» ma è evidente che deve ancora precisare la sua identità, dispiegare le sue potenzialità e marcare la presenza. Le occasioni, quelle, non mancano.