Il dopo Fiom preoccupa il PD

18/10/2010

«È buon costume attendere almeno 24 ore per commentare le manifestazioni degli altri». Così il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, interviene il giorno dopo la manifestazione della Fiom replicando duro alle critiche del leader della Cisl Raffaele Bonanni. Un segnale evidente di ulteriore tensione all’interno del sindacato già diviso. E anche il Pd, agitato al proprio interno da spinte contrapposte, ora si interroga, e si divide, su come ripartire da quella piazza da cui paiono dipendere adesso equilibri interni ed alleanze future. Gli applausi, vere e proprie ovazioni anzi, tributate dalle tute blu a Nichi Vendola, hanno a loro volta lasciato un segno destinato a pesare.
Pier Luigi Bersani traccia la sua linea: lontano dal corteo per le divisioni tra i suoi ma vicino alle istanze dei lavoratori. «Alle manifestazioni partecipano le persone, non i partiti, che come ha giustamente detto Bersani devono sapere ascoltare e capire», sottolinea il giorno dopo Massimo D’Alema, aggiungendo che «più che di un governo tecnico il Paese avrebbe bisogno di n governo nuovo, in grado di cambiare la legge elettorale, e di affrontare l’emergenza sociale che questo governo non è in grado di risolvere.
«Il nostro partito», continua l’ex premier, «non ha il compito di discutere se deve o non deve partecipare a una manifestazione». La politica, però, «deve farsi carico del malessere del mondo del lavoro», osserva il presidente del Copasir, e un grande partito come il Pd «non può non prestare attenzione – sostiene – a quel che è accaduto ieri a Roma per aprire un nuovo corso politico». Non perchè, come sostiene il ministro Sacconi, «i suoi dirigenti dipendano da quella piazza», nè tanto meno perchè si vuole «tenere il piede in due staffe», quella della sinistra radicale e quella dei moderati, come afferma invece oggi il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.
Ragionamenti «lunari», per il responsabile Sviluppo industriale e Finanza d’impresa del Pd, Matteo Colaninno, che punta il dito contro la distanza del centrodestra dalle «drammatiche priorità dell’Italia». Eppure, c’è anche chi guarda con preoccupazione alla «prova di forza» della Fiom. Che, partendo da argomentazioni sindacali, ha finito comunque con l’assumere una valenza tutta politica. Un piano sul quale il Pd, osserva il vicepresidente della Commissione Affari Europei Enrico Farinone, «avvertirà una pressione verso sinistra dalle molteplici suggestioni». Le stesse su cui gioca Nichi Vendola, in caso di primarie avversario a sinistra del Pd che, dall’altra parte, guarda invece al Terzo Polo. «Non si costruisce una prospettiva di governo seria e credibile con gli estremismi politici e sindacali», afferma preoccupato il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, il deputato Pd Giorgio Merlo. «Sarebbe curioso sapere dagli esponenti del centrosinistra presenti alla manifestazione di ieri – rincara la dose – come pensano di costruire una alternativa di governo al centrodestra attorno a quegli insulti e a quella violenta delegittimazione degli altri sindacati democratici e riformisti come Cisl e Uil».
Un problema, quest’ultimo, anche per Bersani. Che non a caso, fanno sapere fonti vicine al segretario Pd, parteciperà soltanto a «iniziative unitarie». «Non è un fatto positivo che si gridi contro altri dirigenti sindacali in manifestazioni che potrebbero utilmente indirizzarsi contro il governo e non contro altri sindacati», ammette anche D’Alema. Ma questo, conclude, «non toglie nulla al valore di una protesta che la politica deve saper ascoltare».
Ma, come si diceva, la piazza di sabato scorso ha lasciato un segno pesante anche all’interno delle già lacerate forze sindacali. Le critiche di Bonanni hanno provocato, a caldo, la dura risposta di Epifani, alla vigilia del passaggio di testimone con Susanna Camusso. «Sulla manifestazione sul fisco promossa da Cisl e Uil», ricorda Epifani, «la Cgil ha mantenuto un rispettoso silenzio. Eppure era una piazza che aveva voluto dividere il sindacato italiano in relazione ad un tema sul quale invece c’è sempre stata unità fra le organizzazioni. La manifestazione di sabato è stata grande, pacifica e non violenta, non è andata come pensava Bonanni. Il quale può naturalmente avanzare tutte le critiche che ritiene ma non può intromettersi nelle scelte interne della Cgil. Nè penso sia utile che la Cgil attenda un nuovo segretario della Cisl per riaprire un discorso unitario fra le organizzazioni sindacali».