Il direttivo Cgil approva la proposta sui diritti

25/02/2003

          25 febbraio 2003

          La Confederazione vota all’unanimità due punti su tre. Sinistra e Fiom contrarie alla “seconda istanza”. Iniziative contro la guerra
          Il direttivo Cgil approva la proposta sui diritti

          Felicia Masocco
          ROMA Il direttivo della Cgil ha approvato
          all’unanimità due dei tre punti della proposta
          di legge d’iniziativa popolare per l’estensione
          dei diritti, il terzo è passato a maggioranza.
          Com’era già avvenuto nella segreteria
          la minoranza di «Lavoro e società» – ma nel
          parlamentino c’è anche la Fiom – hanno
          infatti votato contro quella parte del documento
          illustrato da Giuseppe Casadio che
          estende il diritto di reintegro del lavoratore
          licenziato ingiustamente anche alle imprese
          sotto i 15 dipendenti. Naturalmente non è
          l’estensione del reintegro (oggi è prevista
          solo la riassunzione) il punto contestato dal
          leader della sinistra interna Giampaolo Patta
          e dalla Fiom (entrambe le strutture hanno
          promosso il referendum sull’articolo
          18), ma quella che viene definita una «seconda
          istanza» ovvero la possibilità per il datore
          di lavoro che non ottemperi alla sentenza
          del giudice, di risarcire il lavoratore licenzia-
          to con un indennizzo che il magistrato quantificherà
          in base al danno reale subito.
          Questa proposta non piace alla sinistra
          e ai metalmeccanici che ieri hanno chiesto
          di votare il testo per titoli, nonostante che
          proprio in quello contestato si dica che concorrono
          al computo della soglia tutti i contratti
          di lavoro in essere compresi i parasubordinati
          e gli atipici e anche i diversi rami
          di cui è composta un’impresa, una previsione
          questa che restringerebbe moltissimo il
          campo della «seconda istanza». Gli altri due
          titoli del testo hanno trovato un consenso
          unanime: il primo riguarda l’estensione dell’attuale
          legislazione del lavoro a tutti i contratti;
          il terzo prevede uno snellimento del
          processo del lavoro. L’iniziativa di estendere
          agli atipici le forme di tutela di cui oggi non
          godono, viene definita «positiva» dallo stesso
          Patta insieme al riconoscimento della «divisione
          che permane» sull’estensione del reintegro
          nelle piccole e medie imprese.
          La questione è strettamente legata al referendum
          per l’estensione dell’articolo 18:
          «Lavoro e società» e Fiom chiedono che la
          Cgil si esprima sull’orientamento di voto
          quanto prima, possibilmente entro il 15
          marzo data di una manifestazione a Milano
          proprio sui diritti. Ma non è detto che ciò
          avvenga, una decisione potrebbe essere presa
          da Corso d’Italia quando verrà fissata la
          data della consultazione. La proposta di iniziativa
          popolare verrà illustrata questa mattina
          in una conferenza stampa dal leader Guglielmo
          Epifani e dal segretario confederale
          Giuseppe Casadio.
          Un’altra importante decisione il direttivo
          l’ha presa dando mandato alla segreteria
          di mettere in campo tutte le iniziative di
          lotta qualora precipitasse la situazione sul
          fronte della guerra all’Iraq, con la ricerca da
          parte della confederazione di tutti gli accordi
          possibili sul fronte sindacale in modo che
          il mondo del lavoro possa esprimersi con
          determinazione contro una guerra che trova
          contraria la maggioranza della popolazione.