Il destino della Vinyls ancora in sospeso

19/05/2010

Ritirate a sorpresa, spiegazioni che sollevano più dubbi di quanti ne chiariscano, continuii rinvii. Come non bastasse la preoccupazione di veder svanire il proprio posto di lavoro, insieme alle promesse non mantenute dalla multinazionale Ramco, i 450 dipendenti della Vinyls devono pure sopportare l’ansia di trattative sospese ad ogni spirar di vento. INCONTRO ANNULLATO La risposta ai loro dubbi sul futuro dell’industria di Porto Torres non è arrivata nemmeno ieri: l’incontro tra il governo e l’azienda, previsto ieri aRomaal ministero dello Sviluppo economico, è stato annullato per impegni all’estero dell’amministratore delegato. Così non è stata ancora chiarita la posizione della società del Qatar, che fino a una settimana fa era in corsa per l’acquisizione dalla Syndial (Eni) del gruppo chimico in amministrazione controllata, ma che mercoledì scorso ha fatto improvviso dietrofront annunciando di voler rinunciare all’operazione per problemi relativi al prezzo. Una strategia commerciale di Ramco per ottenere condizioni migliori dall’Eni per riunire la filiera del cloro, oppure un abbandono vero e proprio, senza il quale la Vinyls si avvierebbe al fallimento? Per sciogliere il mistero, il sottosegretario Saglia (rimasto a gestire la patata bollente dopo l’uscita di scena del ministro Scajola) «ha attivato tutti i canali diplomatici» per riavviare la trattativa con la società del Qatar. Farnesina compresa, con l’ambasciatore italiano aDoha impegnato in continui contatti con la multinazionale del Qatar. Ma sull’isola dell’Asinara, ormai ribattezzata l’isola dei cassintegrati, la situazione si fa sempre più difficile.

BISOGNO DI RISPOSTE «La gente non capisce più questi continui rinvii. A pochi mesi dalla data prevista per la ripartenza del ciclo produttivo a Porto Torres, il prossimo dicembre, servono risposte concrete» avverte il segretario nazionale Filtcem, Salvatore Corveddu. «Il governo non può limitarsi a fare il notaio. Non possono esistere due verità diverse, quella dell’Eni e quella della Ramco.E i lavoratori della Vinyls non possono vivere alla giornata»