Il deficit ora ricompatta il fronte sindacale

13/07/2001


La Stampa web


 
 


ECONOMIA   Venerdì 13 Luglio 2001

Il deficit ora ricompatta il fronte sindacale

Roberto Giovannini

ROMA Sindacati sempre più seccati con il governo, mentre l’Esecutivo precisa che l’aumento delle pensioni minime a un milione slitterà per far fronte ai problemi dei conti pubblici. Sergio Cofferati se lo aspettava da un pezzo: prima o poi il governo avrebbe commesso un «passo falso» in tema di concertazione, compattando automaticamente il disperso e frammentato fronte sindacale. Nei giorni scorsi Berlusconi era riuscito piuttosto bene (con l’aiuto del ministro del Welfare Maroni) a costruire un rapporto privilegiato fatto di segnali e strizzatine d’occhio con la Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti. Quei tre minuti di intervista televisiva del superministro Giulio Tremonti – seguiti dalla delegazione sindacale a Palazzo Chigi, in un’atmosfera surreale e circondati dai cronisti – hanno sicuramente cambiato la situazione. Se, come sostiene Tremonti, «i sindacalisti sono dei privati cittadini» e «non si fa concertazione sulla contabilità», è chiaro che le aspettative di Pezzotta di poter far giocare alla Cisl un ruolo decisivo al tavolo della politica dei redditi rischiano di ridursi a ben poco. Ai tempi dell’Ulivo di governo, le confederazioni imponevano a governo e Parlamento scelte di politica economica e articolati di legge; nell’era della Casa delle Libertà il sindacato viene solo consultato a decisioni prese, e – dopo il caso Tremonti – nemmeno informato tempestivamente. Atteggiamento di cui ieri si è lamentato aspramente anche l’Ugl, il sindacato di area An. Il più seccato appare il numero uno della Cisl. «Mi attendo dal Presidente del Consiglio – dichiara Pezzotta a «ilNuovo.it» – una risposta chiarificatrice su quanto è avvenuto e sulle motivazioni del comportamento di Tremonti. Voglio capire se è possibile far ripartire il dialogo. I nemici della concertazione non sono solo fuori il governo ma anche dentro, e questo lo si vede con chiarezza». Pezzotta insiste, «la concertazione ha subito un colpo ma non è finita», e lunedì (nel nuovo incontro in programma a Palazzo Chigi) le cose saranno più chiare. Tuttavia, il sindacalista chiarisce che – buco o non buco – «se qualcuno vuole tagliare lo Stato sociale noi ci opporremo». Dunque, perplessità sul contributivo e sulla «liberalizzazione» dell’età pensionabile, no totale al ritorno ai ticket. Sergio Cofferati afferma a «Radio 24» che «non sono attendibili i dati diffusi dal ministro dell’Economia, oppure le parole del presidente del Consiglio sono un tentativo surrettizio di tranquillizzare gli italiani. Berlusconi ha affermato che per quanto riguarda gli impegni delicati della spesa sociale non ci saranno interventi di ridimensionamento, che potrebbero mettere in difficoltà e sofferenza milioni di cittadini. E poi c’è questo annuncio mediatico, per altro non argomentato, del ministro dell’Economia». Cofferati definisce l’apparizione televisiva di Tremonti «una pessima prova della disponibilità a gestire i rapporti con le parti sociali. Ieri sera il governo ha cancellato con un colpo di spugna il confronto». Duro anche il numero uno Uil Luigi Angeletti. «Sono sincero – afferma a «Italia Radio» – in questo momento l’entità del buco mi preoccupa relativamente. Mi preoccupa di più avere di fronte un governo che quando fa delle affermazioni non si sa mai fino a che punto siano vere. All’inizio sono rimasto incredulo, poi ho provato la spiacevole sensazione di essere stato preso in giro». Intanto, la prima vittima dell’«extradeficit» comunicato da Tremonti sarà l’aumento delle pensioni più basse a un milione al mese. Ieri nel corso del «secondo giro» di incontri con le parti sociali, è stato chiarito che molto difficilmente questa promessa elettorale sarà realizzata in tempi rapidi. Il presidente della Cia, Massimo Pacetti, ha rilevato che «rimane da vedere se l’adeguamento sarà fatto in un momento solo o in due scaglioni differenti». Stesso discorso varrà per la riduzione delle aliquote fiscali Irpef. Del maxi sgravio se ne parlerà, conti permettendo, tra qualche anno.

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