Il deficit migliora, ma resta ai massimi

02/09/2004


        giovedì 2 settembre 2004
        DECOLLATA LA CARTOLARIZZAZIONE DI 3,5 MILIARDI DI CREDITI INPS
        Il deficit migliora, ma resta ai massimi
        Fabbisogno di agosto a 4,2 miliardi, in otto mesi sono 42,5

        ROMA
        Vanno meno peggio i conti pubblici, per l’effetto della manovra-bis di luglio; ma il deficit resta a un livello record. Secondo i dati del Tesoro, comunicati ieri, nel mese di agosto il fabbisogno finanziario del settore statale è stato di 4,2 miliardi di euro. Il fabbisogno cumulato dei primi 8 mesi ammonta a 42,5 miliardi, cifra assai superiore ai 33,4 dello stesso periodo del 2003. Il divario in peggio rispetto all’anno scorso si sta riducendo, nota il ministero dell’Economia, secondo cui «l’andamento delle entrate fiscali ordinarie risulta in linea con le stime e coerente con gli obiettivi di fine anno».

        Dunque la manovra-bis, che ha anche aumentato alcune imposte, era necessaria e si sta rivelando efficace; ma il miglioramento del fabbisogno di agosto 2004 rispetto ai 6,3 miliardi dell’agosto 2003 non è tutto suo merito. Il ministero spiega che le minori uscite di quest’anno si devono anche al «venir meno di pagamenti straordinari verificatisi nell’agosto 2003», come gli arretrati sul contratto 2002-2003 degli statali. Il peggioramento dei conti si fa meno grave di quanto era nel primo semestre; ma peggioramento resta, per il secondo anno consecutivo.
        I collaboratori del ministro Domenico Siniscalco sostengono che i nuovi obiettivi fissati per l’anno 2004 saranno rispettati. Però il traguardo scritto sulla carta del Dpef è poco ambizioso, 62 miliardi di euro appunto per il fabbisogno del settore statale (lo sbilancio tra entrate e uscite che va coperto con emissione di nuovi titoli di Stato).


        E’ l’identica cifra che era stata indicata dalla «relazione di cassa» prima della manovra-bis di luglio, e che prudenzialmente non è stata ritoccata. L’aumento nei primi 8 mesi resta «fortissimo», sostiene per l’opposizione Roberto Pinza della Margherita, che chiede al governo «chiarimenti immediati».


        Sessantadue miliardi di euro equivalgono a circa il 4,6% del prodotto lordo italiano. Ma non è sul fabbisogno che si misura il rispetto dei parametri europei. Da quel diverso tipo di contabilità il governo confida che esca a fine anno un «indebitamento netto», ossia deficit, molto minore del fabbisogno, circa 36 miliardi, ovvero il 2,7% del prodotto lordo, sotto la soglia del 3% fissata dal Trattato di Maastricht. Dell’«indebitamento netto» non risulta possibile un computo mensile; nel 2004 il divario tra le due contabilità, le cui ragioni non sono ancora del tutto chiare nemmeno agli esperti, e che da tempo preoccupa la Banca d’Italia, sarebbe dunque molto ampio.


        Frattanto il ministero dell’Economia prosegue nella realizzazione delle misure «una tantum» che alleggeriscono il deficit temporaneamente. Martedì sera sono state recapitate a un gruppo di banche le lettere per sollecitare un’offerta relativa a una nuova operazione di cartolarizzazione, la Inps-5. Si tratta di cedere un portafoglio di crediti contributivi Inps per 3,5 miliardi di euro. Alle banche è concesso tempo fino al prossimo venerdì per inviare una risposta comprensiva di offerta economica e proposta di strutturazione dell’operazione. Nella lettera non figura nessuna indicazione precisa sui tempi di emissione ma non è da escludere che i titoli possano arrivare sul mercato entro la fine dell’anno.

        [r.r.]