Il Ddl risparmio ferma Covip

03/03/2005

    giovedì 3 marzo 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 27

    Emendamento a Montecitorio riduce i compiti di vigilanza
    Il Ddl risparmio ferma Covip
    R.SA.

    MILANO
    • Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, aveva appena finito di assicurare che la Covip avrebbe avuto un « ruolo fondamentale » nella tutela del risparmio previdenziale che il Parlamento, « d’intesa con il Governo » , ha sostanzialmente tolto all’authority ogni competenza in materia. È accaduto anche questo ieri a Montecitorio nella discussione sul provvedimento unificato di tutela del risparmio. L’aula della Camera dei deputati ha approvato a sorpresa un emendamento di Renzo Patria ( Forza Italia) che, modificando le disposizioni contenute nella legge delega sulla previdenza approvata nell’agosto scorso, ha sostanzialmente tolto alla commissione di vigilanza sui fondi pensione la vigilanza sulla trasparenza delle condizioni contrattuali e sull’offerta al pubblico di tutte le forme pensionistiche collettive e individuali.

    « Sono esterefatto » , si è limitato a commentare Luigi Scimia, presidente della stessa Covip. L’emendamento è passato, recita il resoconto parlamentare, « accettato dalle commissioni » e dal Governo » , nonostante che poche ore prima, al termine di un incontro con le parti sociali, Maroni avesse appunto ribadito il ruolo insostituibile dell’autorità di vigilanza nelle seconde pensioni ( si veda l’articolo più sopra).
    Il ministro del Welfare ha ora un problema da risolvere perché proprio in queste settimane sta faticosamente completando la redazione dei decreti attuativi della legge delega sulla previdenza.

    E non è chiaro come si debba comportare, se andare aventi per la sua strada o tener conto del pronunciamento di Montecitorio. Un chiarimento nel Governo, a questo punto, sembrerebbe indifferibile.

    L’ « infortunio » parlamentare è peraltro l’ultimo atto di un percorso piuttosto accidentato. Benché la legge delega si limitasse ad attribuire alla Covip la vigilanza sui profili di trasparenza della previdenza complementare ( incluso il segmento delle polizze pensionistiche) la prima versione del decreto si era spinta più in là, attribuendo alla stessa commissione la supervisione sulla stabilità anche degli intermediari assicurativi attivi nel segmento delle seconde pensioni.

    Di fronte ai rilievi dell’Isvap, il ministro era tornato indietro ma, a quel punto, era stata la stessa authority delle polizze a ribadire puntigliosamente le sue attuali competenze, includendo anche il segmento delle polizze previdenziali nel perimetro delle disposizioni emanate martedì sull’intero settore delle polizze vita. A dispetto del fatto che quelle competenze stavano per essere trasferite alla Covip. Proprio ieri Scimia aveva garbatamente polemizzato con l’Isvap, « non nascondendo la sua sorpresa per l’inattesa estensione dell’applicazione delle succitate disposizioni dell’Isvap anche ai contratti assicurativi destinati ad attuare forme pensionistiche individuali ( fip) » . Sarebbe stato « auspicabile— proseguiva il presidente della Covip — che la materia fosse oggetto di una concertazione » . Ma anche quello scenario, dopo pochi minuti, è stato superato dagli eventi.