Il credito d´imposta al Nord scatena l´ira di Cisl e Uil

11/11/2002







(Del 10/11/2002 Sezione: Economia Pag. 25)
MICCICHE´ DIFENDE LA MOSSA DEL GOVERNO: LA MANOVRA NON E´ STATA ASSOLUTAMENTE TOCCATA
Il credito d´imposta al Nord scatena l´ira di Cisl e Uil
Pezzotta: cambiato il Patto per l´Italia. Angeletti: dove hanno trovato i fondi?

        ROMA
        Nuovi problemi in vista tra governo e sindacati. La Cisl e la Uil, che a differenza della Cgil hanno sottoscritto il Patto per l´Italia, non hanno affatto gradito la decisione dell´esecutivo, attuata con il maxi-emendamento alla Finanziaria 2003 presentato ieri alla Camera, di estendere anche alle aree svantaggiate del Nord il credito di imposta sugli investimenti previsto per il Mezzogiorno, dotandolo di uno stanziamento di 30 milioni di euro l´anno. Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, ha subito espresso «forti perplessità» sul maxi emendamento del governo, che comporta maggiori oneri per il bilancio calcolati complessivamente in circa 150 milioni di euro l´anno, e convocato per lunedì mattina la segreteria, anche per affrontare gli sviluppi del caso Fiat, preannunciando battaglia. «Il Presidente del Consiglio – ha detto Pezzotta – non può presentare ufficialmente a Palazzo Chigi alle parti sociali un provvedimento, dicendo che non ci sono ulteriori risorse, per poi modificarlo in corso d´opera in base alle richieste, pur legittime, di una forza politica». L´estensione del credito d´imposta al nord era stata chiesta dalla Lega Nord insieme all´ampliamento del bonus per l´occupazione destinato al Mezzogiorno, non accolto dal governo nel maxi-emendamento (ma se ne potrà riparlare in Senato) che peraltro conferma gli sgravi Irpef sulle ristrutturazioni edilizie solo fino al 30 giugno del 2003. «Oltre a essere poco chiara la copertura finanziaria – ha detto Pezzotta – la decisione del Governo modifica quanto si era concordato a Palazzo Chigi con le parti sociali a proposito degli incentivi per l´occupazione. Se l´obiettivo condiviso da tutti era quello di creare condizioni di vantaggio per gli investimenti nel Sud, dove la disoccupazione sfiora il 30 per cento della popolazione, non si capisce perchè ora – ha aggiunto il segretario della Cisl – il Governo e la sua maggioranza abbiano deciso di estendere il credito d´imposta anche alle regioni del Nord, dove la disoccupazione è a livelli della media europea». Così la Cisl «manifesta forti perplessità su questo provvedimento, che valuteremo puntualmente nei prossimi giorni nella sua stesura definitiva: tuttavia – ha avvertito Pezzotta – ci sembra che ci troviamo di fronte ad una politica che tende ad indebolire gli elementi di vantaggio a favore delle regioni del Sud». La stessa sorpresa si registra nel quartier generale della Uil, dove il segretario Luigi Angeletti continua a chiedersi «dove hanno trovato le risorse». Perplessità cui il vice ministro dell´Economia, Gianfranco Miccichè, ha già tentato di dare una risposta. «Avevo promesso che il governo avrebbe sentito le parti economiche e sociali nel caso di modifiche all´impianto della finanziaria relativamente al capitolo Sud. Ma su questo punto – ha detto Miccichè – la manovra non è stata minimamente toccata, se non per migliorare quelle parti che ci erano state suggerite dalle stesse associazioni. Le risorse contenute nel maxiemendamento per il Sud non sono state toccate e nessuna modifica è stata apportata rispetto al testo originario». Al di là del capitolo relativo alle agevolazioni, il maxi-emendamento del governo, presentato formalmente dal relatore alla Finanziaria, Angelino Alfano, contiene numerosissime piccole modifiche al testo originario della Legge di Bilancio. Intanto c´è la proroga per tutto il 2003 della convenzione tra ministero del Welfare e i comuni interessati per i lavori socialmente utili, che avranno a disposizione 80 milioni di euro. Viene poi previsto un allungamento dei tempi, da quattro a sette anni, per la cessione delle partecipazioni bancarie delle fondazioni minori, quelle con patrimonio fino a 100 milioni di euro. Altre norme riguardano gli asili-nido nelle imprese, cui sono destinati 10 milioni di euro l´anno, e un aumento della dotazione a favore dei Pvs (5 milioni di euro). Con il maxi-emendamento che sarà discusso probabilmente lunedì dall´Aula della Camera arrivano inoltre i fondi per l´adeguamento delle scuole alle norme sismiche e un commissario ad acta per il completamento delle opere infrastrutturali contemplate da una legge dell´81 per Calabria, Campania, Basilicata e Puglia. La proposta del governo stanzia poi 24 milioni di euro per la città di Milano e destina 17 milioni di euro aggiuntivi per l´arruolamento di nuovi Carabinieri ausiliari (potranno essere arruolate 560 unità per tutto il prossimo quadriennio), ma riduce i fondi per le assunzioni nella Polizia, nelle Forze Armate e nei Vigili del Fuoco. Nel frattempo l´Aula della Camera sta procedendo con gli altri articoli della Legge di Bilancio. Ieri sono stati approvati gli adeguamenti al Patto di Stabilità interno e la sospensione degli aumenti delle addizionali Irpef delle Regioni, altro fronte caldissimo per l´esecutivo, con i governatori regionali accomunati in una rivolta trasversale contro i tagli della Finanziaria.

        m. sen.