Il contratto del turismo fa litigare la Cgil

22/07/2003


martedì 22 luglio 2003

Cremaschi (Fiom) attacca la Filcams: gravissima la rinuncia al 2° biennio, Epifani chiarisca

Il contratto del turismo fa litigare la Cgil

Acque di nuovo agitate in casa Cgil. Dopo la spaccatura sul referendum per estendere l’articolo 18, la polemica interna al più grande sindacato italiano si riaccende sul contratto dei lavoratori del turismo, siglato sabato scorso al termine di una lunga e estenuante trattativa, durata la bellezza di 18 mesi.

A far discutere, in particolare, è la decisione di fissare la durata dell’accordo – «in via eccezionale» e «tenuto conto della particolare situazione nazionale ed internazionale» – a livello quadriennale, sia per la parte economica che per quella normativa. Il contratto, che scadrà il 31 dicembre 2005, non prevede infatti la fase di rinnovo del biennio economico e definisce sin d’ora la retribuzione per tutto il periodo di durata del contratto stesso.

L’intesa concede a circa un milione e 500mila addetti un aumento salariale di 118 euro a regime, per l’intero quadriennio 2002-2005, che saranno suddivisi in quattro tranches (40 a luglio 2003; 30 a dicembre 2003; 30 a settembre 2004 e 18 a luglio 2005) oltre all’una tantum di 300 euro a copertura del periodo pregresso.

Ma la Fiom non ci sta: «Oltre al resto, su cui ci sarebbe molto da obiettare non era mai successo – attacca un imbufalito Giorgio Cremaschi – che una categoria rinunciasse a un livello di contrattazione». Proprio in occasione del rinnovo del biennio economico, nel luglio 2001, i metalmeccanici della Cgil consumarono la loro prima rottura con Cisl e Uil. «Questo accordo – accusa Cremaschi – è quello che vuole Confindustria sulla controriforma del sistema contrattuale, con il passaggio da due a quattro anni di vigenza. In questo modo si peggiora lo stesso accordo del 23 luglio, che invece andrebbe migliorato». Cremaschi invoca l’intervento del segretario generale Guglielmo Epifani: «La Cgil – afferma il segretario nazionale delle tute blu – deve chiarire se le categorie possono fare operazioni di questo tipo, che mettono in discussione regole che sono di tutti. Se è così, allora bisogna avere il coraggio di dire che il 23 di luglio non c’è più per nessuno, né in un senso né in un altro. E in ogni caso – insiste Cremaschi – la Cgil deve esprimere un giudizio rispetto a un accordo che è fuori anche da quanto deliberato dall’ultimo congresso».

La replica della Filcams arriva a stretto giro di posta. Il segretario generale Ivano Corraini dice di non volere fare polemiche, ma difende l’operato del suo sindacato: «Non si rinuncia affatto al biennio – ribatte -, anzi, si definisce l’incremento salariale in anticipo e superando l’inflazione programmata». Una decisione, quella dei sindacati, che sembra dettata da ragioni più pragmatiche che di principio: «Il primo biennio sarebbe scaduto a luglio – fa notare Corraini -, questo vuol dire che a settembre avremmo dovuto aprire la discussione per la definizione del secondo biennio contrattuale, sapendo che il primo biennio ci abbiamo messo 18 mesi per realizzarlo. Non voglio dire che ci avremmo messo altri 18 mesi – precisa il numero uno della Filcams -, ma ritengo che per i lavoratori sia stato meglio così. Dal punto di vista economico, infatti, il risultato realizzato è comunque soddisfacente, perché si va al di là dell’inflazione programmata. Ribadisco che questa scelta ha carattere eccezionale e non modifica il modello contrattuale stabilito dal 23 luglio».

Un ragionamento che, dentro la Filcams, non convince del tutto la sinistra di "Lavoro società". «Probabilmente – osserva Dora Maffezzoli – si poteva ottenere qualcosa di più, sia a livello salariale che sul capitolo degli orari. Quaranta euro a luglio e trenta a dicembre mi sembrano un po’ pochi e anche l’una tantum di 300 euro, dopo 18 mesi di vacanza contrattuale, poteva essere più sostanziosa». Controreplica di Corraini: «E’ vero, adesso c’è la possibilità di superare le due ore giornaliere di straordinario, che però – precisa il segretario della Filcams -è stata limitata al lavoro stagionale, dove di solito non viene calcolata».