Il contratto arriva soltanto con il biglietto della lotteria

17/12/2009

C’è un «verbale d’accordo» sottoscritto, oltre che dall’azienda e da Confcommercio, anche da Cgil, Cisl, Uil. E in orrido burocratese dice: «L’iniziativa intende modificare il sistema di fidelizzazione dei clienti mediante l’introduzione di un nuovo sistema che consenta di destinare i costi normalmente individuati per l’operazione a premio in occasioni di lavoro». Che cos’è l’iniziativa? Una lotteria che mette in palio posti di lavoro. L’azienda che l’ha ideata è il Consorzio distribuzione e servizi Cs&D di Villacidro, cittadina di antica tradizione operaia, sede, in un passato che ormai non c’è più, di importanti compagnie minerarie. I primi vincitori del gioco della fortuna sono stati estratti nei giorni scorsi. L’altro ieri, con il più tradizionale dei sistemi, una bambina, Maria, ha infilato il braccio in una grande urna nella sede del Consorzio distribuzione e servizi. Sulla scheda estratta, il nome di Fabrizio Mameli, un ragazzo di Quartu, cittadina a pochi chilometri da Cagliari. Ha vinto un’assunzione per dodici mesi in uno dei centri Sigma o Despar serviti dal Consorzio. Assieme a lui altri tre giovani potranno contare su un posto di lavoro nei supermercati della catena di distribuzione: 336 punti vendita, di cui 260 della Sigma e 76 della Despar. La settimana scorsa, sempre Maria, che a Villacidro frequenta la prima media, ha fatto da tramite tra il caso e altre tre vite: quella di Barbara Liori, di Nuoro, quella di Giovanni Vargiu, di Pabillonis in provincia di Oristano e quella di Daniela Carboni, di Quartu. Il gioco sarà ripetuto ogni mese per altre 11 volte, per un totale di 48 posti di lavoro con contratto commercio e turismo (livello 4) che vale per 12 mesi. In tutta la Sardegna sono state 183.250 le persone, clienti Sigma e Despar, che hanno partecipato alla lotteria, un decimo della popolazione dell’isola. «Vinci il tuo posto di lavoro», s’intitola il concorso, e c’è speranza anche per un parente o per un amico, visto che la vincita, a termini di regolamento, può essere ceduta. Gli assunti devono avere dai 18 ai 29 anni; oppure, se disoccupati da molto tempo, sino ai 32. «E’ un’operazione di marketing – ammette parlando con i giornalisti Antonello Basciu, direttore generale di Cs&D – ma si basa sul principio di dare lavoro ai nostri clienti, come un di più al di là dei programmi di sviluppo occupazionale già previsti. Ma se vi sarà l’espansione che pensiamo, potremo stabilizzare circa l’ottanta per cento di queste assunzioni ». E Basciu racconta anche come gli è venuta l’idea: «Durante una cena, Sabrina, una mia amica mi raccontò che lei acquistava i fiori da quattro fornitori. Io le chiesi perché non da uno solo visto che nel paese in cui lei vive, Sanluri, a pochi chilometri da Cagliari, c’è uno dei più forniti. Lei mi rispose che tutti e quattro erano clienti del marito. Poi pian piano l’idea di dare occasioni di lavoro ai nostri acquirenti ha preso corpo». La Sardegna è scossa da una crisi economica pesantissima. L’industria, chimica e meccanica, va in pezzi; la cassa integrazione raggiunge livelli record; la povertà diventa un fenomeno talmente diffuso che le organizzazioni del volontariato lanciano l’allarme perché non ce la fanno a rispondere a tutte le domande di aiuto. A Sassari, pochi giorni fa, due donne si sono auto denunciate per furto: sono andate in questura e hanno detto ai poliziotti che solo rubando nei supermarket riescono a dare da mangiare ai propri figli. Che in una situazione così per trovare lavoro tanta gente ricorra a una lotteria organizzata con finalità di marketing, la dice lunga sullo spirito dei tempi. Il lavoro da diritto a imponderabile variabile affidata al caso. All’iniziativa di Cs&D ha aderito anche la Cgil. Altro segno dei tempi? «Posto che in questo momento di forte difficoltà
qualsiasi opportunità di lavoro in più è ben accetta – risponde Enzo Costa, segretario generale regionale della Cgil – e che è per questo che questa cosa ha avuto l’avallo sindacale, va fatta anche un’altra considerazione, molto più amara. Il lavoro dovrebbe essere riconosciuto a tutti: è un diritto che ti permette di costruire il tuo futuro. Dovrebbe essere naturale, mentre il fatto che ci si debba affidare a un’estrazione per poterlo avere è il sintomo di una perdita dei valori primari ». Appunto.