Il consumatore premia il supermercato

29/01/2001

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Lunedì 29 Gennaio 2001
manager & impresal
—pag—38

Nel 2001 per la prima volta la quota di fatturato controllata dai canali moderni supererà in Italia quella dei negozi tradizionali.
Il consumatore premia il supermercato.
«Super» e «iper» salgono al 51,3% nel business dei prodotti grocery

I supermarket tornano a correre? Secondo gli ultimi dati Istat sulle vendite al dettaglio (relativi a novembre 2000, si veda «Il Sole-24 Ore» del 27 gennaio) i supermercati stanno esprimendo performance di sicuro interesse sul fronte commerciale. Tant’è che l’Istat sottolinea il fatto che il consuntivo dei primi 11 mesi dell’anno evidenzia incrementi maggiori di vendita (+4,9%) delle medie superfici rispetto alle grandi strutture (3,4%).

Anche una recente indagine AcNielsen sottolinea il fatto che nel 2000 i risultati di vendita sembrano premiare i supermercati. Se poi si guarda alle quote di mercato, si vede subito che nel complesso, i cosiddetti canali moderni (ossia supermercati e ipermercati messi insieme) nel 2001 controlleranno la maggioranza assoluta del giro d’affari realizzato con i prodotti confezionati di largo consumo. Ossia, secondo AcNielsen, la quota di mercato aggregata di super e iper nel business dei prodotti grocery nel 2001 si attesterà al 51,3% dopo aver toccato il 49,9% nel corso del 2000. Entro il 2003 tale quota dovrebbe poi salire al 53,5 per cento.

Da sottolineare inoltre il fatto che nel complesso le strutture moderne, nostante le continue difficoltà sul fronte delle nuove autorizzazioni, secondo AcNielsen dovrebbero salire dalle 6.850 dello scorso anno a quota 7.144 entro la fine del 2003.

Per quanto riguarda i supermercati in particolare, il numero complessivo dei punti vendita dovrebbe salire, nel periodo considerato da AcNielsen, da 6.436 a 6.700 circa. La quota di mercato dei supermercati, pari al 35% del business grocery nel 1999, è stata stimata in crescita al 36,4% nel 2000. Entro il 2003 dovrebbe salire prima al 37% alla fine di quest’anno e poi al 38% entro il 2003.

Per gli ipermercati AcNielsen ha stimato una quota del mercato grocery pari al 12,9% nel ’99. Nel 2000 la stima è stata del 13,5% e per il 2003 si dovrebbe raggiungere il 15,5 per cento. Tra il 2000 e il 2001 la quota di mercato dovrebbe poi passare dal 13,5% al 14,3 per cento.

AcNielsen stima poi una sensibile crescita della rete, sulle attese di un rilancio degli investimenti nel corso dei prossimi mesi. Dai 381 ipermercati del ’99 si è passati a 414 nel corso del 2000. Entro il 2001 si dovrebbe passare a 2001 per salire poi a quota 444 entro il 2003.

Negative invece le previsioni sui negozi a libero servizio di minori dimensioni. Dai 13.137 rilevati nel ’99 entro il 2003 si dovrebbe scendere a quota 12.450 e per quanto riguarda la quota di mercato, nel periodo considerato dovrebbe essere verificata una discesa dal 17,2% al 14,5 per cento.

Per quanto riguarda la struttura distributiva in generale AcNielsen prevede che entro il 2003 continui il processo di razionalizzazione della rete di vendita in Italia. Dai 624mila punti vendita al dettaglio considerati nel 2000 si dovrebbe scendere a quota 570mila entro il 2003. In particolare gli esercizi alimentari dovrebbero calare da 224mila a 200mila; mentre per i negozi non food è previsto un ridimensionamento da 400mila circa a 370mila. Si tratta di stime che dovranno comunque fare i conti con il rinnovato dinamismo rilevato dal ministero dell’Industria negli ultimi mesi, a seguito della liberalizzazione introdotta per le piccole superfici. In particolare nel corso del 2000 si è consolidato un saldo positivo tra chiusure e nuove aperture di negozi, anche se la tenuta dell’inversione rispetto a una tendenza che dura da anni andrà verificata nei prossimi mesi.

In espansione la rete dei grandi magazzini. Secondo AcNielsen tra 1999 e 2000 il numero complessivo è salito da 971 a 987 ed entro il 2003 si dovrebbe salire ancora a quota 1009. Come sottolinea anche l’Istat la formula del grande magazzino continua a riscuotere interesse tant’è che il consuntivo delle vendite nei primi 11 mesi del 2000 fa segnare a questa formula commerciale un progresso nell’ordine del 4,1% su base tendenziale.

Infine, la crescita della distribuzione moderna è accompagnata da uno sviluppo deciso della pressione promozionale. Dal tradizionale business alimentare le promozioni stanno investendo in maniera trasversale un po’ tutti i vari comparti del macrocosmo commerciale. Nel 2000, secondo le tendenze ricavabili dalle rilevazioni AcNielsen, sarà ad esempio superata di slancio la quota del miliardo di coupon. Nell’arco di 5 anni questo strumento promozionale risulta aver praticamente raddoppiato il volume, con un netto ridimensionamento del peso degli alimentari a favore dei prodotti per l’igiene personale e soprattutto, per la casa. AcNielsen rileva altresì la continua crescita del comarketing e delle iniziative promozionali comuni tra industria e distribuzione, vicine a una quota del 50% del totale. Nel complesso le attività promozionale riguardano una quota vicina al 25% del totale dell’assortimento.

—firma—Vincenzo Chierchia