Il Consiglio di Stato si è espresso sull’appalto scuole di Frosinone e Latina. “Ora si proceda per porre fine all’Odissea dei 700 lavoratori”

29/03/2019
Appalti pulizie scuole

“Storica ordinanza del Consiglio di Stato che dichiara l’inefficacia della sospensiva del Tar di Latina rispetto all’assegnazione della gara ponte per gli appalti di pulizia delle scuole stato di Frosinone e Latina, ora si proceda immediatamente al cambio appalto mettendo davvero fine all’odissea delle 700 lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”

Grande soddisfazione e a tratti incredulità per l’ordinanza emessa dal Consiglio di Stato, il 28 marzo, che dichiara l’inefficacia dell’ennesima sospensiva cautelare degli atti amministrativi da parte del Presidente della sezione distaccata di Latina del Tar del Lazio, che, rispetto ad un nuovo ricorso presentato da Ma.Ca. (azienda capofila dell’Ati uscente dal Lotto 5 della convenzione Consip Scuole) lo scorso 8 marzo, pur non pronunciandosi nel merito di fatto aveva interrotto le procedure di cambio di appalto in corso, permettendo ad aziende pesantemente inadempienti, di rimanere sull’appalto. Tra l’altro a sostegno della posizione dell’azienda si è costituito l’USB di Latina.

Grazie all’impugnativa della sospensiva cautelare del Tar di Latina da parte del Miur, su cui la Filcams Cgil di Roma Lazio, assistita dagli Avv. De Marchis, Bidetti e Bronzini, si è inserita per supportare l’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori – che da oltre 18 mesi lavorano senza percepire stipendio e con mancato versamento dei contributi – è stato possibile raggiungere un risultato insperato.

Il Consiglio di Stato, accogliendo le ragioni della Filcams Cgil che richiedeva un provvedimento urgente in ragione delle eccezionali circostanze che ponevano a repentaglio l’occupazione di lavoratrici e lavoratori, che oltre a non percepire lo stipendio, rischiavano fino ad oggi di perdere concretamente il lavoro a causa della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Ma. Ca. s.r.l. – con incontro fissato in Regione Lazio per il 31.3.2019 – ha capovolto la decisione del 21 marzo del TAR Lazio – Sezione distaccata di Latina con la quale l’azienda, incredibilmente appoggiata da USB, aveva ottenuto la sospensione del cambio appalto.

I legali della Filcams Cgil Roma Lazio hanno rappresentato al Consiglio di Stato l’eccezionalità della situazione venutasi a creare in quanto l’attesa della pronuncia del Tar di Latina impediva la sostituzione dell’azienda, impedendo altresì il cambio di appalto. Tale condizione – ha evidenziato la Filcams Cgil – esponeva le lavoratrici e i lavoratori ad un gravissimo rischio di perdita del reddito e del posto di lavoro, nonché la perdita del diritto a passare alle dipendenze di una nuova società in un successivo cambio di appalto in danno sia agli addetti, sia alle scuole e vanificando anni di lotta.

Pur essendosi regolarmente svolta la Camera di Consiglio e per le ragioni di urgenza sostenute, il Presidente del Tar di Latina avrebbe dovuto esprimere il parere definitivo in pochi giorni, così da confermare o confutare la sospensiva cautelativa, ma a distanza di una settimana non è stato fatto alcun pronunciamento.

Il Consiglio di Stato valutando che la decisione del Tar di Latina non è intervenuta in un tempo ragionevole e al fine di garantire un complessivo bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti, rispetto ad un orientamento del giudizio amministrativo consolidato, condividendo le ragioni sostenute dalla Filcams Cgil ha dichiarato inefficace la sospensiva cautelare emessa dallo stesso Tar di Latina.

Alla notizia le lavoratrici e i lavoratori hanno esultato, fiduciosi che finalmente si possa scrivere la parola “fine” alla loro odissea e che possa esistere, anche per loro, un futuro in cui il lavoro svolto tutti i giorni (finora anche senza stipendio!) possa essere correttamente ripagato.

Filcams Cgil Roma Lazio e Nazionale – insieme, ovviamente alla Filcams Cgil Frosinone Latina che in tutti questi mesi è stata protagonista della vertenza a fianco dei lavoratori – hanno sollecitato la convocazione urgente del Ministero del Lavoro per procedere al cambio di appalto perché a questa storia di soprusi e illegalità venga messa la parola fine, riconoscendo ancora una volta l’importante impegno profuso dal Miur nel sostenere gli stessi principi.