Il Comune di Aprilia rescinde il contratto con Tributi Italia

11/03/2010

Il passo verrà deciso domani in consiglio comunale. Ma la giunta prenderà le decisioni preliminari già oggi e poi riunirà la commissione. La procedura è stata studiata nei minimi particolari da un gruppo di esperti e avvocati.
Tecnicamente la decisione riguarderà la revoca delle deliberazioni comunali da cui è scaturito tutto questo pasticcio amministrativo. E cioè la delibera madre del 1999 e quella voluta dalla giunta Santangelo con la quale è stata ancor più ingarbugliata la situazione contrattuale che si è rivelata un capestro per il Comune di Aprilia.
Il motivo in base al quale viene rescisso il contratto è la perdita di requisiti da parte di Tributi Italia. I motivi sono essenzialmente due: la cancellazione dall’albo dei riscossori e la procedura fallimentare in corso. A quest’ultimo riguardo c’è una legge del 2006 che vieta alle stazioni appaltanti (in questo caso l’Aser) di avere rapporti con appaltatori falliti o ammessi a concordato preventivo. E questo è appunto il caso di Tributi Italia.
Il sindaco Domenico D’Alessio si dice sicuro che il passo che sta compiendo è quello giusto. «Più che giusto è doveroso – spiega il primo cittadino – Noi finora abbiamo denunciato in tutte le sedi (Procura, Corte dei Conti, Tribunale civile) che questa società non versando le rate al Comune sta provocando una montagna di danni. Se non procedessimo con la risolutezza che abbiamo sempre adottato tra qualche mese potremmo essere accusati noi di non aver fatto niente per mettere fine a questo gigantesco danno erariale».
Nella tarda serata di ieri le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e UIltucs Uil hanno sottoscritto al ministero del lavoro l’accordo con Tributi Italia per la definizione della procedura di licenziamento collettivo avanzata dalla società di riscossione per 605 lavoratori.
Nel frattempo l’altro ieri è stata siglata al ministero del lavoro l’intesa per la concessione della cassa integrazione in deroga per la durata di 12 mesi per i dipendenti per i quali l’azienda si è impegnata a favorire il possibile reimpiego presso nuovi soggetti affidatari dei servizi attualmente gestiti per conto dei Comuni.
Dieci lavoratori, individuati con il criterio della volontarietà, permarranno in servizio per il disbrigo delle attività minime. L’azienda si è anche impegnata a corrispondere le mensilità finora non versate. L’accordo è stato firmato dal viceministro Pasquale Viespoli e dai sindacati di categoria. Dall’intesa si desume quindi che Tributi Italia ha intenzione di cedere il ramo d’azienda a un altro gruppo.