Il commercio mondiale accusa la peggior flessione dal 1945

25/02/2010

È una sinistra abitudine di questo periodo di crisi, quella del sentir parlare di avvenimenti, inesorabilmente negativi, che non si ripetevano dal lontano 1945. Ieri, l’evocazione è toccata al Wto che ha diffuso il dato relativo al commercio mondiale sviluppatosi nel corso del 2009. Ebbene, la flessione è stati pari al 12% e per trovarne una simile bisogna tornare indietro, appunto, fino al periodo d’epilogo della seconda guerra mondiale. Una caduta ancora peggiore
della stima (-10%) diffusa dallo stesso Wto lo scorso dicembre. La contrazione del commercio, ha indicato il direttore generale dell’ente, Pascal Lamy, è stata causata soprattutto dalla recessione dei grandi paesi industrializzati. Ciò rende necessaria la ripresa dei negoziati commerciali globali con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro fine anno. «Concluderli è un imperativo economico», ha dichiarato Lamy. Dal commercio internazionale a quello nostrano, la musica purtroppo non cambia. Infatti, l’Istat ha diffuso il dato relativo alle vendite al dettaglio nel 2009, con un saldo negativo dell’1,6% che rappresenta il dato peggiore dal 2001, che poi è l’anno in cui si è cominciato ad effettuare questo tipo di rilevazione. Una piccola schiarita si è registrata peraltro a nel mese di dicembre, con l’andamento delle
vendite che è risultato invariato (per il quarto mese di fila) rispetto a novembre, mentre l’incremento tendenziale è risultato pari allo 0,7%.v