Il commercio è pronto allo sciopero

01/07/2004


giovedì 1 luglio 2004

Pagina 10 – Cronaca 

Il commercio è pronto allo sciopero  
I sindacati: venerdì e sabato stop per la rottura sul contratto    

«Non possiamo accettare condizioni peggiorative»

Ventiquattrore di sciopero programmato per combattere la rottura delle trattative sul rinnovo del contratto sul terziario causato da Confcommercio. Venerdì e sabato sono state indette unitariamente da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs le prime 8 ore corrispondenti all’intero turno di lavoro per tutto il settore Commercio. Nella prima giornata sciopereranno i lavoratori impegnati cinque giorni su sette e nella seconda per chi lavora anche il sabato. Dopo ben 18 mesi di trattative la grande distribuzione all’interno di Confcommercio non ha accettato l’accordo.

«Per la prima volta negli ultimi cinqunt’anni almeno è successo che si verificasse una spaccatura all’interno di Confcommercio così grave da impedire addirittura la firma – ha detto Fulvio Caffini di Filcams -. La grande distribuzione ha misconosciuto l’accordo raggiunto in 18 mesi di trattative motivando la scelta con l’insoddisfazione sia per la parte salariale, ritenuta troppo elevata, sia per quella normativa ritendola priva di elementi di flessibilità».


 Le prime otto ore di sciopero sono state annunciate mentre le restanti 16 i sindacati si riservano di proclamarle senza preavviso.


 «Sabato faremo dei presidi nel Cityper di Ponte Rosso, Viadana e Mantova – ha detto Gianfranco Lombardi di Uiltucs -. Il fatto grave è che non veniva rivendicato nulla di nuovo ma la conferma dell’esistente. Nella firma di un contratto non possono passare condizioni peggiorative. Il problema è che i gruppi francesi, come ad esempio Rinascente, pretendono di applicare leggi diverse da quelle italiane più svantaggiose per i lavoratori. Purtroppo la Legge Biagi va contro ai principi sindacali».
 La gravità della situazione è stata ottolineata anche da Antoinette Kirova di Fisascat. «Naturalmente rivolgiamo un appello anche ai consumatori – ha detto -. E’ una questione che riguarda tutti. Invitiamo pertanto a non andare a fare la spesa in quei giorni».


 Da ieri poi è partita anche la trattiva della cooperazione di solito successiva alla firma del contratto del terziario: «Abbiamo ragione di temere che la Biagi e le pressioni della grande distribuzione straniera provochino effetti negativi anche sul settore delle cooperative».


Paola Cortese